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di Barbara Mennitti

Ce l’avete sotto gli occhi: Sigmagazine ha un vestito nuovo. Dopo 11 mesi di pubblicazioni quotidiane ci sembrava che fosse arrivato il momento di indossare l’abito buono, di dare una veste grafica più dinamica e accattivante al nostro prodotto, in grado di valorizzare la velocità degli aggiornamenti. L’home page è pulita e di agile consultazione, gli articoli sono raggruppati per categorie e quindi facilmente rintracciabili, mentre gli aggiornamenti compaiono sempre in apertura. Speriamo così di migliorare la vita dei nostri lettori.

Ma non è tutto. Il nuovo sito è anche un regalo che ci siamo fatti per festeggiare il fatto che da dicembre 2015 Sigmagazine è diventata la prima testata giornalistica registrata ad occuparsi del mondo dello svapo. Per noi è un bellissimo traguardo, reso possibile dal fatto che sulle nostre pagine digitali scrivono professionisti dell’informazione che hanno superato un esame di Stato davanti a un magistrato, che conoscono e rispettano le leggi sulla stampa e le norme deontologiche del loro ordine professionale. Questo rappresenta una garanzia per tutti i lettori.

Ci sembra giusto in questa circostanza chiarire anche una questione che ci sta molto a cuore. Siamo abituati alle critiche, alle lezioni di giornalismo impartite con il ditino alzato, alle accuse fantasiose o spesso anche banalissime. È il mondo della comunicazione 2.0 e noi lo accettiamo e ne facciamo parte, consci di aver agito sempre secondo le regole della nostra professione.

Recentemente però dobbiamo aver pestato qualche callo dolente. Tanto che qualcuno ha ritenuto di onorarci dell’evergreen più trito e consunto del nostro Paese: il complotto. “Chi c’è dietro Sigmagazine? Chi è il mandante degli articoli?”, è la domanda che è stata spammata in ogni dove, alludendo al fatto che saremmo eterodiretti al servizio di chissà chi. La risposta è molto semplice: dietro Sigmagazine ci sono solo dei giornalisti che hanno scelto di unire professione e passione per lo svapo. E lo abbiamo scelto anche per un motivo: non vogliamo padroni, né buoni né cattivi. Potrà sembrare ingenuo, romantico, persino eccentrico, ma così è. Fatevene una ragione.

Particolarmente sgradevole è che chi ha fatto queste illazioni – assicurando persino di sapere chi sia il nostro mandante – sa benissimo come stanno le cose nella realtà. Sa che dietro Sigmagazine non c’è nessun mandante, nessun interesse di parte e nessuna tesi precostituita. Probabilmente dovrebbe consolarci pensare che si ricorre a falsità – sapendo che di questo si tratta – perché non si è in grado di confrontarsi sul piano della verità. Ma non ci consoliamo, perché queste macchine del fango de noantri, questo screditare il lavoro altrui, questi metodi non rientrano nella nostra cultura.

Tanto dovevamo dire su una questione cui, francamente, abbiamo dedicato anche troppo spazio e tempo. Senza perderne altro, allora, ci ributtiamo nel vaping, nelle novità e nei resoconti: buone letture e grazie ancora a tutti.

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