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di Stefano Caliciuri

E’ paradossale che oncologi di fama mondiale come Veronesi siano considerati luminari quando parlano di cancro, ma non vengano ascoltati quando evidenziano il contributo che le sigarette elettroniche possono dare nelle politiche di contrasto dei danni da fumo“. Non usa mezzi termini l’onorevole Adriana Galgano (Civici e Innovatori) per commentare la risposta del ministro Lorenzin all’interrogazione sulle sigarette elettroniche. Il botta e risposta è stato trasmesso in diretta televisiva nazionale a partire dalle 15,29.
La risposta della Lorenzin è stato infatti alquanto evasiva. Dopo aver fatto un lungo preambolo sull’impegno del governo nella lotta al fumo, ha dichiarato che al momento non esistono ancora studi nel lungo periodo in grado di stabilire l’eventuale tossicità della sigaretta elettronica. Ha comunque aggiunto che investirà a breve l’istituto superiore di sanità del compito di approfondire la tematica anche in rapporto al progresso della tecnologia delle sigarette elettroniche.
Ma Adriana Galgano non si dichiara ovviamente soddisfatta dalle parole del ministro. “In Italia sono circa 70mila l’anno i morti da fumo e l’80 per cento di questi decessi sarebbe evitabile con una buona attività di prevenzione. Prevenire è il compito essenziale della politica per migliorare la qualità della vita dei cittadini e delle loro famiglie. I tabagisti fumano per la nicotina ma muoiono per inalazione di catrame, particelle e gas tossici che, invece, non sono presenti nelle sigarette elettroniche. Apprezziamo gli sforzi compiuti dal ministro Lorenzin in questi anni per ridurre il numero dei tabagisti ma la politica deve essere più veloce nel recepire i vantaggi derivanti dall’innovazione tecnologica. Chiediamo quindi al governo – conclude Galgano – di adoperarsi al massimo per fare in modo che anche al ministero della salute gli adeguamenti rispetto a questi progressi siano quanto più veloci possibile“.

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