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di Stefano Caliciuri
I negozi italiani di sigarette elettroniche sono i più curati ed eleganti d’Europa. Lo dice una indagine pubblicata da EcigIntelligence, il maggior osservatorio europeo sul mercato e sul settore del fumo elettronico. Per contro, è invece l’Inghilterra il Paese che ha segnato il maggior incremento di negozi su strada: nel 2016 hanno aperto due nuove boutique al giorno, portando il numero totale a 1750 punti vendita.
L’analisi di EcigIntelligence è accompagnata da una immagine che mette insieme alcune vetrine di alcuni negozi italiani. Appaiono marchi di celebri franchising ma anche rivenditori indipendenti. Segno che l’eleganza ed il buon gusto attraversa tutte le fasce, è davvero un segno distintivo italiano. Il 2016 ha segnato una nuova ripresa per il settore, un secondo boom dopo quello resosi protagonista tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014. Questa volta però è differente. L’improvvisazione ha lasciato il posto alla consapevolezza. Chi intraprende una nuova iniziativa nel commercio della sigaretta elettronica oggi è molto più esperto e “professionale” di due anni fa. Si tratta di secondi punti vendita o di appassionati hard profile che decidono di fare il grande salto. E’ una scelta ragionata, unita alla passione coltivata in questi anni. Contrariamente al 2013, il fumo elettronico non è visto come una scappatoia alla crisi. Oggi il settore è maturato e con esso anche gli operatori del mercato specializzato. Il riconoscimento di eleganza e buon gusto va a premiare un intero settore e non può non essere fatto proprio da ogni rivenditore con orgoglio e positività per il futuro.

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