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di Stefano Caliciuri

Da due giorni è bersaglio di insulti e minacce di qualunque tipo. Anche i suoi amici sono stati oggetto di attacchi e sberleffi. E tutto questo per aver reso pubblico un incidente avvenuto mentre utilizzava una sigaretta elettronica. E diciamo appositamente sigaretta elettronica per far capire a tutti di cosa stiamo parlando. Dentro l’occhio del ciclone è finito, suo malgrado, Tommaso Chiti, studente diciannovenne di Prato. Tra le mani aveva un “tubo”, così è chiamato in gergo lo strumento atto a vaporizzare un liquido per sigaretta elettronica senza alcun circuito elettronico. Un vero e proprio tubo dentro il quale si inserisce una batteria che, azionata da un tasto meccanico, attiva la resistenza. Qualcosa però è andato storto. “Dopo due tentativi di attivazione e tiri a vuoto, al terzo – spiega Tommaso Chiti – ho sentito un gran botto. Nell’immediato mi si è appannata la vista e ho sentito un gran bruciore all’altezza dell’inguine. Soltanto in un secondo momento mi sono reso conto dell’accaduto: l’atomizzatore è stato sparato in alto, bucando il soffitto. Dai fori di sfiato inferiori invece è uscita una fiammata che mi ha provocato l’ustione. Fortunatamente avevo il tubo lontano dalla faccia“. Appena la notizia è divenuta di dominio pubblico, sui social network si è scatenata una vera e propria caccia all’uomo. Incompetente, ragazzino ignorante, coglione, stupido, ebete: in molti si sono sentiti in dovere di dare un proprio appellativo allo studente. Qualcuno ha persino parlato di un complotto: le lobby del tabacco pagherebbero giornalisti e giovani compiacenti per gettare fango sul settore del vaping. “Spero che nessuno di questi si trovi un giorno nella situazione in cui mi sono trovato io. Ma forse solo in quel momento potranno capire che tutto quello che è successo non soltanto è vero ma è estremamente pericoloso. Come sarebbe finita se anziché a casa mi fossi trovato su un autobus? O se fosse esploso mentre lo avevo in bocca?” Tommaso Chiti è ancora visibilmente scosso. Sul petto e sulla guancia sono ancora evidenti le contusioni ma più fastidisa è l’ustione di secondo grado all’inguine.
Perplessità e sospetti sono nati da una fotografia diffusa in rete. “Quella foto è stata scattata da mia mamma mentre io ero in medicazione. Ha raccolto tutto quello che stava sul tavolo e l’ha fotografato dentro una scatola di cartone. La batteria che si vede nella prima immagine diffusa non è mia ma è della sigaretta elettronica di mia madre, una Dripbox, che avevo vicino nel momento dell’incidente. La batteria incriminata è ancora dentro il tubo. Non ho toccato più niente per lasciare tutto a disposizione delle eventuali indagini che seguiranno la querela“. Già, perché adesso si adirà alle vie legali. “Ho sporto denuncia contro ignoti. Non so perché è successo e di chi sia la colpa. So solo che è successo“. Te la sei data una spiegazione? Sinceramente no. Utilizzo i tubi da un anno e mezzo e anche altre box tra cui la Noisy Cricket II. Non sono un improvvisato. Il tubo era settato con un Kennedy clone – primo e ultimo clone che comprerò – e resistenze in acciaio SS316L buildate con cinque o sei spire distanziate. Stavo tra 0,4 e 0,5 ohm. Addirittura abbino una batteria ad ogni box, non le cambio tra loro. Forse in fase di inserimento nel tubo ha strisciato contro la filettura e si è graffiata. Non so, davvero non me lo so spiegare“. La scelta di rendere pubblico il tuo incidente è stata intesa come un dispetto al settore. “Semmai l’opposto. A prescindere dalle responsabilità personali o dai difetti di fabbricazione, credo che mai e poi mai ci debba essere la possibilità che questo accada. I prodotti del vaping, le batterie, tutto insomma, dovrebbe essere realizzato garantendo la massima sicurezza. I tubi non la garantiscono e l’ho provato a mie spese. Alcuni negozianti non vendono i tubi alle persone visibilmente inesperte. Su internet però anche un minorenne può acquistare un meccanico, nessuno glielo impedisce e nessuno controlla. Altro pericolo potenziale sono le batterie al litio che possono diventare vere e proprie bombe a mano. Dovrebbero avere sicurezze in più, non basta un rivestimento isolante fatto semplicemente con una sottile pellicola. Anzi, dirò di più. Nonostante la pressione, il tubo è ancora intatto. Questo vuol dire che è fatto bene e con materiale di qualità. Infatti non discuto la qualità del prodotto in sè ma la sua sicurezza nel momento in cui viene utilizzato“. Le batterie al litio, in effetti, sono le più pericolose attualmente in commercio. Semplificando moltissimo: al loro interno ci sono due conduttori elettrici (elettrodi) separati e opposti. Il catodo ha carica positiva mentre l’anodo negativa. Gli ioni di litio stanno tranquilli nel catodo. Quando però viene applicata una carica alla batteria, gli ioni vengono spinti verso l’anodo creando così una differenza di potenziale. Quando la batteria è in uso, gli ioni di litio si spostano nuovamente verso il catodo per riequilibrare la situazione. Lo spostamento deve però essere controllato per evitare che gli ioni si possano spostare in massa causando un surriscaldamento anomalo e pericoloso che provocherebbe l’esplosione.
A 17 anni avevo cominciato a fumare – ricorda Tommaso – ma presto ho capito che era una pazzia, che non potevo cominciare a rovinarmi la salute e la vita. Sono passato così alla sigaretta elettronica. Voglio solo dire che a me il vaping piace tantissimo e continuerò a praticarlo. Non sono e non voglio passare per il nemico numero uno del settore. Non ce l’ho con i modder o con i loro prodotti. Io posso anche prendermi tutte le colpe di questo mondo ma queste cose non devono comunque succedere. Voglio dire a tutti coloro che hanno tra le mani un tubo di fare attenzione. Non sono oggetti totalmente sicuri e soprattutto non sono indicati per tutti. Almeno fino a quando non saranno messi in sicurezza“. Ma forse, a quel punto, non si parlerà più di meccanici.

10 COMMENTI

  1. Scusa che significa sigaretta elettronica senza circuito elettronico, se non ha un circuito elettronico con tutte le sue sicurezze non e una sigaretta elettronica ma come si dice in gergo una sigaretta meccanica e senza nessuna sicurezza, o sbaglio?

  2. Mi spiace sinceramente per quanto accaduto, e comprendo perfettamente il Sig. Chiti.
    Ovviamente non è facile, in questi casi, determinare le cause di incidenti perchè spesso i componenti più delicati riportano danni che li rendono difficilmente analizzabili.
    Tuttavia, a mio modesto parere, trovo assai difficile evitare che accadano spiacevoli incidenti con mod meccaniche. Principalmente per due motivi: in primis, perchè per loro natura non sempre sono fornite di circuiti di protezione, specialmente i tubi. E poi perchè sono soggetti ad errori umani che possono capitare anche ad utenti esperti (gli imprevisti sono sempre in agguato).
    In ogni caso, un augurio di pronta guarigione.

  3. Mi permetto di dire 3 cose: la prima sta nell’incongruenza del povero ragazzo che a sua detta era da un pò che già utilizzava le sigarette elettroniche , quindi credo sia difficile che non conosca i rischi dei tubi meccanici e dell’impossibilità di avere delle “sicure su tali oggetti”, sarebbe come dire che se hai un incidente con un auto la colpa è della casa produttrice a prescindere dal fatto che possa incorrere l’errore umano.
    Seconda cosa trovo di cattivo gusto e fuori luogo chi si sia permesso di mancare di rispetto ad una persona sole perchè a commesso un errore magari nel fare una resistenza.
    Terza cosa mi permetto di fare da contro parte, nel senzo che il ragazzo doveva esporre il suo problema mettendo in guardia chi si vuol cimentare con i tubi meccanici di prestare molta attenzione perchè non sono dei seplici giocatoli, e non lamentarsi a spada tratta della mancanza di sicurezze , visto che in italia il tasso di ignoranza è a livelli di guardia una notizzia così potrebbe nuocere al settore in maniera importante perchè come spesso accade il singolo si comporta in maniera razzionale e coerente, la massa si comporta in maniera sconsiderata e allarmista.
    Concludendo augura al ragazzo una pronta guarizione ma come si dice dalle mie parti dopo il mezzo ci vuole il “manico”.

  4. Trovo gli articoli che hanno pubblicato i giornali sensazionalistici e pieni di inesattezze, trovo che il fatto che questa persona abbia sentito l’esigenza di fare nomi e cognomi, sia quantomeno sospetto, visto che questi ultimi potevano eventualmente essere fatti solo in sede giudiziale.

    Di incidenti con le macchine ne succedono a tutte le ore, eppure non mi sembra di leggere sui giornali tutto questo accanimento nei confronti della fiat o della mercedes, di incidenti con i forni a gas o con i fornelli ne succedono a tutte le ore ma non mi sembra di vedere tutto questo accanimento o preoccupazione nei confronti della indesit e potrei continuare.

    MA SOPRATUTTO

    Di incidenti con i meccanici ce ne sono continuamente così come di sigarette elettroniche con sistemi di sicurezza adeguati, il mercato ne è saturo, se uno sceglie di comprarsi un meccanico lo fa a suo rischio e pericolo, assumendosi la responsabilità delle sue scelte.. se questo ragazzo avesse letto o ascoltato tutte le raccomandazioni ben in evidenza prima di ogni post, articolo o video dove si parla di meccanici ed avesse adeguatamente scelto una sigaretta elettronica “sicura” non avrebbe subito questo incidente

  5. visto che come diceva lui sapeva che i tubi non garantiscono una sicurezza contro la stupidita o contro l inesperienza era un acquisto da evitare,non per niente su ogni sito on line c e la dicitura ,,,solo per vapers esperti..e non solo x essere alla moda…detto cio se io non essendo capace mi accingo ad usare la pentola a pressione nel modo non corretto potrei anche farla esplodere ma dubito fortemente che chiamerei in causa la ditta costruttrice,visto che il danno e avvenuto o per mia inesperienza o x mia ignoranza, intesa come ..ignorare.. le corrette procedure,nella migliore delle ipotesi e stato un incauto utilizzo,neanche voglio pensare ad un complotto ma solo ad una qualche lacuna,o la batteria sbucciata,non l hai controllata,o la resistenza non fatta a regola o un pezzo di metallo finito all interno x …sbaglio… il fatto e che un tubo e un tubo non ha circuiti,o funziona o non funziona stop

  6. Vado sul tecnico e chi rigenera capirà…. 5 spire di ss316 stavi su 0.4 0.5? In quale universo parallelo? Stavi con una 0.1 e già di per se è chiedere molto alla batteria…

    • soprattutto a una sola batteria aggiungerei. Il tubo è intatto, la batteria ha sfiammato. Il termine esplosione significa una cosa, il termine bruciare è ben altro. Insomma c’è una bella differenza. Poi mettere in tasca un tubo io non lo farei mai nemmeno con una resistenza da 2 ohm figuriamoci con una come quella che molto probabilmente era montata sul dripper del ragazzo. fate i calcoli, semplici calcoli per capire se la vostra batteria può darvi sufficienti Ampere per quella determinata resistenza che andate a metterci sopra. Non esistono batterie attualmente che abbiano una scarica continua superiore a 25 A e diffidate anche di quelle che esibiscono una scarica istantanea (o di picco) superiore a 30 perchè fisicamente e chimicamente nessuno ha ancora creato nulla di simile. Sì lo scrivono sulle batterie ma dai test che vengono effettuati si vede che ciò che viene dichiarato da chi “wrappa” le batterie non corrisponde a realtà. Quindi comprate solo batterie di marca di comprovata serietà, andate a vedere i test eseguiti e pubblicati su internet. Non comprate batterie di marche sconosciute, né comprate cloni perchè in molti casi sono pericolosi e ledono, tra l’altro, la proprietà intellettuale di chi detiene effettivamente il progetto originale. imparate la legge di ohm e applicatela. Infine concludo…. chi al giorno d’oggi non sa che non si corre con un cacciavite in mano???? Ecco visto che lo sanno tutti che è pericoloso…. chi non sa che le batterie dei cellulari possono esplodere??? Potrei andare avanti per ore ma la sostanza è che l’ignoranza causa molti danni. Se uno non sa e non legge le istruzioni e non si documenta su un certo prodotto acquistato resta ignorante in materia e quindi potrà solo versare lacrime di coccodrillo quando si infilerà un cacciavite in occhio.

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