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di Stefano Caliciuri

Sigarette elettroniche distribuite e vendute soltanto da chi è in possesso di apposita licenza. Costa 265 dollari e bisogna rinnovarla annualmente. E’ la nuova dispozione prevista dalla legge sui tabacchi e prodotti del vaping entrata in vigore in California, lo Stato Usa con la più alta densità di aziende produttrici di eliquids ed aromi. Entrata in vigore a partire dal primo gennaio, le nuova legge vieta inoltre l’apertura di shop o magazzini di depositi di materiale per ecig ad una distanza inferiore i 150 metri da scuole o parchi gioco per bambini. Secondo le autorità, la legge è stata scritta volutamente in maniera semplice, al fine di non dare adito a dubbi o interpretazioni: sono sottoposti a vendita previa licenza tutti i liquidi da vaporizzazione (con e senza nicotina), tutti gli strumenti atti ad erogare vapore da inalazione (batterie) e tutti gli accessori e gli oggetti complementari (drip tip, laccetti, cavi di ricarica).
Anche in Italia è da tempo in corso un dibattito tra coloro che sostengono la necessità di introdurre un patentino che dia la facoltà di vendere i prodotti del fumo elettronico e chi invece sostiene che il commercio di questa merce non debba essere soggetto ad alcun vincolo. Se la licenza accosterebbe i rivenditori di sigarette elettroniche ai tabaccai, è pur vero che potrebbe servire a fare una minima selezione all’interno di un settore che qualcuno definisce ancora troppo “selvaggio”. Il giusto compromesso potrebbe essere una formazione costante ed obbligatoria sulla nicotina liquida, unica componente potenzialmente pericolosa se affidata nelle mani sbagliate.

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