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di Barbara Mennitti

Chi usa la sigaretta elettronica quotidianamente la considera altrettanto o addirittura più soddisfacente di quella di tabacco e meno dannosa per la salute. Lo dice uno studio condotto dal professor Lynn Kozlowski e da Gregory Homish dell’Università di Buffalo negli Stati Uniti in collaborazione con D. Lynn Homish, direttore del progetto Operation: Safety, che si occupa del benessere di quattrocento fra riservisti dell’esercito americano e soldati della Guardia Nazionale. La ricerca in questione è stata condotta su 105 di questi militari e ha scoperto che più della metà – il 58% – trae dall’ecig maggiore soddisfazione che dalle bionde al tabacco.
E quella che può sembrare un’ovvietà a chi svapa da anni, potrebbe invece essere una notizia importante per convincere molti fumatori a fare il passo decisivo verso uno strumento che dà almeno la stessa soddisfazione della sigaretta, riducendo drasticamente i rischi per la salute. Lo sottolinea Kozlowski commentando lo studio appena pubblicato sulla rivista Preventive Medicine Reports: “La soddisfazione, il danno o il pericolo percepito e il tipo di prodotto sono tutti determinanti per promuovere l’uso dell’ecig o scoraggiarlo”. E spiega: “L’erronea convinzione che le sigarette elettroniche siano più dannose di quelle di tabacco può indurre i fumatori a non utilizzarla. Se il tipo di prodotto che usano non è soddisfacente, anche questo può influenzare la possibilità che venga adottato”.
Nello studio i ricercatori fanno notare che la presunta minore soddisfazione che l’utilizzatore trarrebbe dall’ecig è alla base di molte politiche anti vaping. Il cosiddetto “gateway effect” – l’effetto passerella che porterebbe il vaper a diventare tabagista – diventa più credibile se si parte dall’assunto che la sigaretta elettronica sia meno soddisfacente di quella tradizionale. Questo, spiega l’autore dello studio, poteva anche essere vero per le ecig di prima generazione, le cosiddette cigalike. Ma non vale per i nuovi device, molto più efficienti per somministrare la nicotina. E a parità di prestazioni, chi abbandonerebbe un prodotto meno dannoso per uno più rischioso?
Kozlowski ammonisce i nemici del vaping : “Chi cerca di ingigantire la paura dei prodotti del vaping dovrebbe capire che in questo modo spinge i fumatori a continuare a fumare. Dire che nessun prodotto è sicuro, è un messaggio irresponsabile”. Gli operatori sanitari, continua, dovrebbero invece continuare a insistere sui pericoli accertati del tabacco, sottolineando la differenza con i probabili rischi della sigaretta elettronica. E conclude: “I fumatori che hanno provato solo le cigalike, devono sapere che altri prodotti per il vaping possono essere sostituti del fumo più soddisfacenti”.