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di Stefano Caliciuri

Ennesima ricerca dimostra come la sigaretta elettronica sia molto meno nociva della sigaretta tradizionale. Questa volta è redatta da uno staff di ricercatori neozelandese. Le conclusioni sono senza appello: la sigaretta elettronica risulta esponenzialmente meno nociva e potenzialmente in grado di salvare milioni di vite umane.
Gli scienziati dell’Università di Auckland hanno valutato i pericoli provati dalle due forme di assunzione di nicotina applicando il modello analitico proposto dall’ Environmental Protection Agency, ovvero secondo i dettati istituzionalmente riconosciuti. Se la sigaretta elettronica produce soltanto due sostanze ad un livello leggermente maggiore dal consentito: il glicole propilenico e l’acroleina. Per contro, la sigaretta tradizionale causa emissioni ben più elevate di sostanze non propriamente innocue: acetalteide, acroleina, formaldeide, cadmio e nitrosonornicotina.
I ricercatori hanno firmato la ricerca sostenendo dunque che la sigaretta elettronica, pur producendo minime quantità di sostanze tossiche, non raggiunge i livelli di pericolosità del tabacco tradizionalmente combusto. Sottolineano comunque che i risultati devono essere letti con prudenza e che i consumatori devono anche fare attenzione agli strumenti utilizzati per la vaporizzazione. Essi dovrebbero essere sempre verificati e certificati a garanzia di sicurezza. I ricercatori di Auckland hanno infine detto di non aver alcun conflitto d’interesse nel settore, dichiarandosi autonomi e indipendenti rispetto ai produttori e rivenditori sia di sigarette tradizionali che elettroniche.