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di Barbara Mennitti

Le leggi che regolamentano la sigaretta elettronica hanno un’influenza diretta sulla sua efficacia come strumento per smettere di fumare. Lo rivela uno studio appena pubblicato su Nicotine & Tobacco Research, che per la prima volta mette in relazione contesto legislativo e successo dell’ecig. La ricerca è stata condotta da un team di medici australiani, inglesi, americani e canadesi, che ha analizzato i dati provenienti dagli International Tobacco Survey, condotti fra il 2010 e il 2014 nel Regno Unito, gli Usa, il Canada e l’Australia. In quegli anni i primi due Paesi adottavano politiche molto liberali sul vaping (nel Regno Unito è ancora così), mentre gli ultimi due avevano imposto severe restrizioni sulla vendita e l’uso dell’ecig.
I risultati sono univoci: nei Paesi con legislazioni meno restrittive i fumatori che passavano all’elettronica avevano molte più probabilità di smettere, rispetto a quelli che vivevano dove l’ecig era soggetta a restrizioni più pesanti. In particolare, negli Usa e nel Regno Unito il 73 per cento dei fumatori passati all’ecig aveva superato la soglia minima dei 30 giorni consecutivi di astinenza dalle sigarette, mentre in Canada e Australia i successi si fermavano al 32 per cento. Questo può spiegare anche perché studi sull’efficacia della sigaretta elettronica condotti in Paesi con leggi molto diverse, hanno dato risultati molto diversi.
Nel mondo reale – conclude lo studio – l’uso dell’ecig per cercare di smettere di fumare è efficace solo in un contesto meno restrittivo e questo suggerisce che i benefici della sigaretta elettronica come strumento di cessazione, siano strettamente correlati al contesto legislativo”. Dunque “è necessario valutare attentamente come regolamentare al meglio questo prodotto emergente in modo da massimizzare i vantaggi dell’ecig come strumento per smettere di fumare e minimizzare i rischi per la salute pubblica”.
Lo dichiara con chiarezza ancora maggiore il professor Hua-Hie Yong del Cancer Council Victoria a Melbourne, in Australia, leader del team che ha condotto lo studio: “È fondamentale sviluppare un adeguato quadro normativo per godere dei benefici della sigaretta elettronica per la cessazione del fumo. Dove il contesto legislativo appoggia l’ecig, vista la sua popolarità, i fumatori che non riescono o non vogliono utilizzare i metodi attualmente approvati, ricorrono all’elettronica per smettere, oppure sostituiscono il fumo con il vaping riducendo il danno”. Il legislatore è avvisato.