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di Barbara Mennitti

Le sigarette elettroniche creano meno dipendenza di quelle tradizionali. Lo affermano i ricercatori del Penn State College of Medicine di Hershey in Pennsylvania dopo aver analizzato i dati del Population Assessment of Tobacco and Health (Path) Study, uno studio sull’uso e gli effetti del tabacco sulla popolazione americana. Per giungere alla loro conclusione, i ricercatori hanno identificato fra gli oltre 32mila intervistati dallo studio 3586 utilizzatori quotidiani di ecig o di sigaretta tradizionale. Il 5 per cento di questi erano vaper, mentre il 95 erano fumatori. Inoltre il 93 per cento di chi usava la sigaretta elettronica era composto da ex fumatori e il restante 7 per cento aveva comunque sperimentato il fumo.
L’uso regolare del loro prodotto fa sì che tutti i partecipanti allo studio siano considerati dipendenti, ma i ricercatori hanno riscontrato delle differenze fra chi usa l’ecig e chi fuma. Dal confronto fra i due gruppi emerge che i vaper dopo il risveglio aspettano più tempo prima di iniziare a usare l’ecig. Chi usa la sigaretta elettronica ha meno possibilità di considerarsi dipendente, di avere impellenti craving o di provare un forte bisogno del prodotto. I vaper riportavano anche meno difficoltà nell’astenersi dallo svapare nei luoghi in cui non era consentito. I risultati dello studio, dunque, indicano che chi usa la sigaretta elettronica sviluppa minore dipendenza di chi fuma.
Lo Conferma Guodong Liu, professore di Scienze della salute pubblica e leader del team che ha condotto la ricerca: “Non c’è alcun dubbio, le sigarette elettroniche danno dipendenza ma non allo stesso livello di quelle tradizionali”. Per adesso un punto a favore dell’ecig. La ricerca del Penn State College of Medicine prevede degli studi ulteriori. Ci si concentrerà in particolare sui dual users, per determinare se il loro livello di dipendenza è diverso da quello degli utilizzatori esclusivi di sigaretta elettronica o tradizionale. I partecipanti allo studio saranno inoltre seguiti in maniera costante per stabilire se chi sperimenta con l’ecig finisce per diventare un fumatore regolare. Insomma, per stabilire se il cosiddetto Gateway effect – smentito ormai da numerosi studi – rappresenta davvero un pericolo.

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