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di Stefano Caliciuri

Un precedente che potrebbe incidere negativamente sul futuro del vaping e sulle forme di pubblicità sui social. Il tribunale di Milano ha rigettato l’istanza di un noto produttore di liquidi di ricarica che chiedeva di poter fare pubblicità su Facebook. Il colosso statunitense, difeso dall’avvocato Luciano Vasques, è invece riuscito a dimostrare la liceità della propria decisione di vietare sulla propria piattaforma social qualsiasi forma di inserzione di prodotti riconducibili al tabacco. “Il Tribunale – si legge su Toplegal, portale dedicato agli avvocati –  ha respinto la richiesta di provvedimento d’urgenza, rilevando che innanzitutto la legge nazionale chiaramente pone dei limiti anche alla pubblicità delle sigarette elettroniche e ai prodotti a base di nicotina commercializzati dal ricorrente che, anche indirettamente, sarebbero stati comunque pubblicizzati ricorrendo allo strumento pubblicitario di Facebook. Per tale motivo la condotta di Facebook non sarebbe illecita, ma doverosa, rileva il giudice. Quest’ultimo ha anche rilevato che, a prescindere dall’accertamento della posizione dominate, che il Tribunale ha ritenuto superfluo di verificare nel caso in oggetto, la condotta di Facebook non è discriminatoria in quanto quest’ultima è stata applicata uniformemente a tutti i produttori concorrenti del ricorrente e non danneggia né la concorrenza né tantomeno i consumatori, ma al contrario tutela la salute di questi ultimi, secondo i criteri di precauzione fatti propri dalla disciplina nazionale e comunitaria che regola il settore“.