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di Barbara Mennitti

È stato pubblicato ieri sul British Medical Journal uno studio destinato ad influire fortemente nel dibattito sull’efficacia della sigaretta elettronica. Un team di ricercatori della University of California di San Diego, guidato dal professor Shu-Hong Zhu del dipartimento Family Medicine and Public Health, ha stabilito una chiara relazione fra la diffusione della sigaretta elettronica e la diminuzione del tasso dei fumatori negli Stati Uniti. Lo scopo dei ricercatori, fra i quali due esperti di statistica senior del Moore Cancer Center della University of California, era capire se i tassi complessivi di abbandono del fumo erano cambiati in seguito alla diffusione della sigaretta elettronica.
La ricerca, intitolata E-cigarette use and associated changes in population smoking cessation: evidence from Us current population survey, si è basata sui dati più rappresentativi al momento disponibili su fumatori e utilizzatori di ecig: il Current Population Survey-Tobacco Use Supplement 2014-215. Si tratta un sondaggio sull’uso del tabacco condotto sulla popolazione a livello nazionale ogni tre o quattro anni; quello preso in esame da Shu-Hong Zhu e il suo team è il più recente. L’osservazione degli utilizzatori della sigaretta elettronica è stata incluso nel sondaggio nel 2010. Dai dati raccolti è sempre stato chiaro che la stragrande maggioranza dei vapers è composta da fumatori o ex fumatori, e questo è già un elemento importante.
I risultati dello studio sono piuttosto netti. Chi utilizza l’ecig ha maggiori possibilità di provare a smettere di fumare e di riuscirci, mentre il tasso generale di cessazione del fumo nel 2014-15 era significativamente più alto rispetto a tutti gli altri anni registrati. “L’aumento importante dell’utilizzo della sigaretta elettronica fra i fumatori adulti americani – concludono i ricercatori – si associa ad un aumento statisticamente significativo nel tasso di cessazione del fumo nella popolazione“. Si tratta del dato più importante registrato in questo campo in un quarto di secolo ed è quello – spiega lo studio – che ci si aspettata dalle terapie farmacologiche per la cessazione (terapie sostitutive e vareniclina), ma che non si è verificato.
È stata invece la sigaretta elettronica ad indurre la più grande diminuzione di fumatori degli ultimi venticinque anni e dunque le ultime parole dei ricercatori sono per il legislatore: “Questi risultati devono essere attentamente valutati nell’elaborazione di politiche regolatorie che riguardano la sigaretta elettronica e gli interventi nel campo del controllo del tabacco“. Speriamo che questo accada.