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di Stefano Caliciuri

Il Tribunale di Genova ha disposto il sequestro dei liquidi “2 Puft, Crack Pie, The Racing Donut e Pound It” provenienti dal gruppo Vapour International Doo e Ribilio Doo. Il provvedimento reca la firma del giudice Roberto Braccialini della Nona Sezione Civile in ottemperanza all’articolo 120 e seguenti del Codice civile in materia di privative per marchi e modelli registrati. Per quanto riguarda un altro liquido, il Monster Krisp, il giudice ha disposto il sequestro a fini probatori di sole tre confezioni poiché “il grado di contraffazione rispetto all’omologo Crispi (distribuito da Vaporart, ndr) appare più sfumato“. Questa mattina gli ufficiali giudiziari hanno verificato l’eventuale presenza dei liquidi oggetto di sequestro all’interno del deposito Bartolini di Trieste, dove è la logistica del gruppo croato.
In particolare, il giudice ha messo nero su bianco la possibilità di utilizzare anche una “diretta Facebook” come elemento probatorio. E’ infatti citato un video prodotto da Vincenzo Sparacino, titolare di Ribilio, in cui pare “contenere apprezzabili ammissioni di contraffazione dei prodotti per la ricarica, dopo essere stato il gruppo Ribilio distributore per l’Italia degli stessi prodotti per ricarica“. E, sempre il giudice Braccialini, aggiunge: “Il vasto corredo sottoposto di estratti dalla comunicazioni Internet evidenzia la chiara sovrapponibilità dei prodotti coperti da registrazione di marchio, o da domande, con quelli commercializzati dalle parti resistenti. La sovrapponibilità della produzione e diffusione commerciale rileva non solo per la contraffazione dei segni distintivi, ma anche per le contestazioni di concorrenza sleale nelle tre forme considerate dalla fondamentale disposizione dell’art. 2598 c.c. salvo per la denigrazione di cui non si ravvisano al momento sufficienti estremi“.
Visto il ricorso all’urgenza e “la facilità con cui gli articoli contestati e le relative evidenze contabili, potrebbero essere sottratti all’apprensione esecutiva“, il provvedimento è stato “accordato inaudita altera parte“, ovvero senza necessità di informazione e comunicazione alle parti oggetto di contestazione.
Contattato telefonicamente, Vincenzo Sparacino appare sereno e fiducioso: “Prendo atto di quanto accaduto. Tengo a precisare che un sequestro probatorio serve soltanto a produrre elementi per un eventuale processo che non è detto venga celebrato. Mi dispiace che, non per nostra volontà, possano essere coinvolti dei negozianti che non c’entrano nulla. Ci faremo carico di eventuali rimborsi e assistenza per eventuali problemi che questo provvedimento potrebbe causare ai negozianti“.

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