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di Stefano Caliciuri

Nuova importante ricerca a dimostrazione dell’enorme potenzialità della sigaretta elettronica come strumento di riduzione del danno. L’Università scozzese di Saint Andrews, attraverso lo staff di ricerca coordinato dal professor Stephens, ha studiato le emissioni sprigionate dai vapori dell’ecig e dal fumo tradizionale abbinandole alla possibilità per il consumatore di sviluppare il cancro. Per far questo, lo staff ha utilizzato un modello di analisi assai diffuso in ambito accademico: i risultati sono stati misurati a partire da un consumo a lungo termine per un totale di 30 litri di eliquids utilizzato con aspirazione diretta (i cosiddetti tiri di polmone) e 15 sigarette tradizionali al giorno. Confrontando i due utilizzi, che si possono definire “estremi” per la sigaretta elettronica” e “moderati” per il tabacco convenzionale, i risultati non lascerebbero spazio a dubbi: il vapore della sigaretta elettronica – secondo i ricercatori – sono portatori di sostanze cancerogene del 99 per cento inferiori rispetto il fumo di sigaretta tradizionale. 
E’ possibile consultare la ricerca integrale sulla rivista scientifica Tobacco Control.

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