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di Stefano Caliciuri

Dopo la plurimiliardaria acquisizione di Reynolds American, è attualmente British American Tobacco la multinazionale del tabacco più grande del mondo, se si esclude la Cina International Tobacco Corporation. Per mantenere questa posizione ha deciso di aggredire il mercato statunitense proponendo un riscaldatore di tabacco alternativo a quello della diretta concorrente Philip Morris. I vertici di Bat hanno fatto dunque richiesta alla Food and drug administration di dare il via libera alla procedura di notifica e accettazione alla libera vendita del nuovo prodotto a rischio ridotto, spiegando che faranno ricorso al cosiddetto “appello all’equivalenza sostanziale“. In pratica, visto che già Reynolds produceva e vendeva un riscaldatore e visto che ora l’azenda è stata assorbita da Bat, in linea teorica avrebbero già a disposizione le autorizzazioni preventive necessarie per lanciarlo sul mercato.
La scelta di Bat è stata tempestiva ed ha fatto seguito all’annuncio della Fda di voler ridurre il quantitativo di nicotina all’interno del tabacco tradizionale. Con gli strumenti di riduzione del rischio, invece, le multinazionali sembra stiano affrontando una nuova scommessa. Basti pensare che già da un anno Philip Morris sta puntando sui riscaldatori, auspicando anche come slogan d’apertura del proprio sito internet ufficiale, “un mondo senza fumo“. E quando le multinazionali si muovono, non lo fanno in maniera estemporanea o improvvisata, ma seguendo una strategia di lunga scadenza. Se queste sono le premesse, significa che fra quindici anni il vaping e il tabacco riscaldato saranno davvero i sistemi di somministrazione di nicotina più utilizzati e diffusi tra i consumatori.