CONDIVIDI

di Barbara Mennitti

Cosa succederebbe se tutti i fumatori passassero alla sigaretta elettronica? Se lo è chiesto un gruppo di ricercatori del Lombardi Comprehensive Cancer Center della prestigiosa Georgetown University a Washington, coordinati dal professor David T. Levy del Dipartimento di oncologia. Levy non è nuovo nel panorama degli scienziati che guardano al vaping come una risorsa; nel 2016 fu fra i firmatari di un appello rivolto alla Food and Drug Administration affinché non tassasse l’ecig, mentre è dei mesi scorsi la pubblicazione di una sua ricerca che dimostra come l’uso della sigaretta elettronica aumenti concretamente le probabilità di riuscire a smettere di fumare. Questa volta, però, i ricercatori della Gerogetown University partono da un dato concreto: le politiche americane di controllo del tabacco hanno un impatto piuttosto lento. Dati alla mano, vediamo cosa succederebbe se si adottasse una strategia diversa, cioè quella di convertire i fumatori in vaper.
Nello studio pubblicato sul British Medical Journal lo scenario “Status quo”, sviluppato per proiettare il tasso dei fumatori e i benefici della salute in assenza del vaping, viene paragonato a un modello alternativo in cui il fumo è in gran parte sostituito dal vaping per un periodo di 10 anni. Per questo secondo modello, i ricercatori hanno elaborato due scenari possibili, uno più ottimistico e uno più pessimistico, che differiscono in termini di danno relativo della sigaretta elettronica rispetto a quella tradizionale e di impatto generale sull’iniziazione e la cessazione.
Secondo Levy e i suoi ricercatori, nello scenario più ottimistico sostituendo la sigaretta con l’ecig negli Stati Uniti in dieci anni si avrebbero 6 milioni 600mila morti premature in meno e 86 milioni 700mila anni di vita persi in meno. Nello scenario più pessimistico, le morti risparmiate sarebbero 1 milione 600mila e gli anni di vita 20 milioni 800mila. A trarne maggiore beneficio sarebbero i quindicenni del 2016, che guadagnerebbero in aspettativa di vita media.
Numeri che, in entrambe le ipotesi formulate, potrebbero far compiere alle politiche antifumo il necessario salto di qualità e di efficacia. E infatti lo studio di Levy si conclude con un appello: “La comunità che si occupa di tobacco control è divisa sul ruolo delle sigarette elettroniche. Le nostre proiezioni dimostrano che la strategia di sostituire il fumo di sigarette con il vaping porterebbe a un guadagno importante di anni di vita, anche partendo dai presupposti più pessimistici per quanto riguarda la cessazione, l’iniziazione e il danno relativo”.

NON CI SONO COMMENTI

RISPONDI