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di Stefano Caliciuri

British American Tobacco ha depositato un lungo e accurato dossier sulle potenzialità delle sigarette elettroniche in ottica di riduzione del rischio. I diciassette studi realizzati dai ricercatori e dagli scienziati di British American Tobacco (BAT) sono stati pubblicati dalla rivista Regulatory Toxicology and Pharmacology e forniscono prove a supporto del potenziale di rischio sostanzialmente ridotto del vaping rispetto alle sigarette tradizionali. Le analisi e i test clinici sono stati effettuati con una sigaretta elettronica Vype ePen. Si tratta del più completo database di risultati derivanti da test scientifici messo a punto fino a oggi su una sigaretta elettronica creato utilizzando i dati ottenuti da una serie di test che potrebbe costituire la base di un modello scientifico a supporto delle rivendicazioni legate alla salute, come quella del rischio ridotto delle sigarette elettroniche (e di altri innovativi prodotti di nuova generazione quali i dispositivi a tabacco riscaldato), rispetto alle sigarette tradizionali.
“Si tratta di una categoria decisamente nuova e sia i consumatori che i regolatori desiderano avere quante più informazioni possibili riguardo ai prodotti disponibili – commenta il dottor David O’Reilly, Group scientific and R&D Director di British American Tobacco. “Crediamo che un approccio fondato su basi scientifiche sia fondamentale per mettere insieme le prove necessarie a dimostrare il potenziale rischio ridotto delle sigarette elettroniche e di altri prodotti di nuova generazione alternativi al fumo. Ed è per questo che la realizzazione di questi test scientifici su un prodotto come Vype ePen assume grande importanza. Il nostro intento è che questa sia la prima di una lunga serie di applicazioni del nostro modello di valutazione scientifica” .
I test realizzati includono:
– Studi pre-clinici, che dimostrano la composizione relativamente semplice del vapore di Vype ePen rispetto al fumo delle sigarette tradizionali: contiene circa il 95 per cento di agenti tossici in meno come si evince dal confronto tra il fumo di una sigaretta di riferimento 3R4F (contenente circa 9 mg di catrame) e il vapore dell’ecig, in relazione alle nove componenti nocive per le quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda una riduzione nel fumo di sigaretta Ulteriori test hanno dimostrato che questo vapore ha un impatto biologico molto ridotto o assente sulle cellule umane in laboratorio, a seconda del test utilizzato, rispetto a quello del fumo di una sigaretta tradizionale.
– Studi clinici condotti su esseri umani, che hanno dimostrato come il vapore di Vype ePen fornisce al consumatore la nicotina in modo efficace tanto quanto il fumo di una sigaretta: un indicatore del fatto che questo prodotto sarebbe in grado di offrire ai fumatori un’alternativa soddisfacente alle sigarette tradizionali.
– Studi sulla popolazione, che si servono di modelli predittivi per stimare l’effetto globale sulla popolazione della riduzione delle conseguenze nocive di un prodotto. Gli studi condotti da BAT indicano che un’ampia disponibilità di sigarette elettroniche può avere un effetto complessivo di riduzione del danno, come conseguenza di un’ampia disponibilità di questa tipologia di prodotto.
“Nel complesso – si legge nel comunicato a cura di Bat –  questi risultati costituiscono le basi di un ampio dossier di dati scientifici che gettano le fondamenta per stabilire il potenziale di riduzione del rischio associato a questo prodotto rispetto alle sigarette tradizionali. Questo dossier contiene il genere di informazioni che enti regolatori come la Food and Drug Administration statunitense vogliono ricevere, quando un’azienda sottopone una domanda per l’introduzione di nuovi prodotti del tabacco a rischio ridotto nel mercato USA. Lo stesso potrebbe valere per le applicazioni rivolte dalle aziende all’Unione Europea, in accordo alla Direttiva sui prodotti del Tabacco entrata in vigore lo scorso maggio. Possono essere necessari diversi anni per realizzare questo tipo di dossier e, secondo i nostri scienziati, crearne uno per ogni variazione apportata a un prodotto sarebbe praticamente irrealizzabile“.
Il dottor James Murphy, Head of Reduced Risk Substantiation di British American Tobacco, aggiunge: “Questa categoria è in così rapida evoluzione che nuovi e migliori prodotti si susseguono continuamente. Se, ad esempio, fosse necessario disporre di un dossier scientifico aggiornato prima della commercializzazione sul mercato di ogni singolo prodotto, ciò potrebbe impattare drasticamente sulla disponibilità di dispositivi nuovi e più performanti e sul loro ruolo in termini di riduzione del danno causato dal tabacco. È importante tener presente che questo genere di dossier potrebbe fornire un quadro di dati scientifici per intere categorie di prodotto, in modo da non rendere necessaria la ripetizione dei test per ogni ‘nuova generazione’ degli stessi prodotti. Questo renderebbe più rapido ed efficace il processo di innovazione, con la possibilità di sviluppare e immettere sul mercato prodotti a potenziale rischio ridotto migliorati, in tempi più brevi e senza la duplicazione di test già effettuati. Fornendo al tempo stesso ai consumatori e ai soggetti regolatori le garanzie necessarie riguardo al rischio relativo di ciascun prodotto. Stiamo invitando – conclude Murphy – i soggetti regolatori e le autorità competenti nel campo della salute pubblica a valutare tale metodologia in questo contesto”.
Per consultare la ricerca in inglese è possibile scaricare integralmente il Dossier a prima firma James Murphy.