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di Barbara Mennitti

L’unico che ne ha subito capito le potenzialità (della sigaretta elettronica, ndr) è stato Umberto Veronesi, che sapeva che la cessazione non è un obiettivo ricevibile per i fumatori”. Con queste parole il professor Fabio Beatrice, in un’intervista appena pubblicata sul numero 5 del bimestrale Sigmagazine, riconosceva la grande lungimiranza del collega e dell’amico. E dava a Cesare quel che è di Cesare. Perché se è vero che intorno alla sigaretta elettronica e ai suoi potenziali benefici per la salute si è nel tempo raccolta una comunità di “scienziati coraggiosi”, è altrettanto vero che Umberto Veronesi è stato il primo a rompere la cortina di silenzio e di ostilità verso il nuovo strumento. E la sua presa di posizione netta, pubblica, controcorrente ha forse reso più facile ai colleghi meno blasonati uscire allo scoperto e sfidare il conformismo scientifico.
A tutt’oggi – non ce ne vogliano gli altri studiosi a cui il settore del vaping è estremamente grato – Veronesi rimane il più illustre fra i sostenitori della sigaretta elettronica, quello a cui si fa riferimento nelle discussioni sulla salute o quando si parla con i neofiti. “Veronesi si è dichiarato a favore dell’ecig” è la frase che normalmente appiana i diverbi. Perché il grande oncologo, con la sua competenza e la sua grandezza, è considerato un patrimonio e un orgoglio nazionale. A parte forse il giudizio di qualche stravagante.
Oggi ricorre il primo anniversario dalla scomparsa di Umberto Veronesi. Un anno fa la notizia, sia pure attesa, ha creato un vuoto nella comunità scientifica, ma anche fra i comuni cittadini. Per qualche motivo, tutti provavano un sentimento di gratitudine per l’oncologo, persino chi non ne aveva condiviso alcune battaglie o posizioni controcorrente. Il mondo del vaping di motivi per essere grato a Veronesi ne ha molti e li abbiamo appena ricordati. Per fortuna il settore non è rimasto orfano, altri uomini di scienza autorevoli hanno raccolto il testimone e scelto di percorrere la via meno battuta. Forse anche grazie al suo esempio.
Nella nostra vita professionale, più volte abbiamo incrociato la strada di Umberto Veronesi, anche prima di occuparci di sigaretta elettronica. Siamo sempre rimasti colpiti dalla estrema disponibilità sua e del suo staff, pronto a rilasciare interviste o a scrivere in prima persona contributi, senza preoccuparsi della tiratura della testata, degli orientamenti della stessa o del nome del giornalista. A lui, ci è sembrato, interessava divulgare, parlare di salute, arrivare alle persone. Sempre e con ogni mezzo.
A un anno dalla sua scomparsa noi di Sigmagazine vogliano ricordarlo nel modo a noi più consono, cioè riproponendo le due interviste che ha rilasciato alla nostra testata. La prima è del 16 giugno del 2015  e si parlava di salute e cancerogeni, ma anche di imposizione fiscale e equivalenze. “Dispiace vedere come uno strumento così prezioso per la salute – commentava l’oncologo – sia tassato in modo da renderlo inutilizzabile”. La seconda, un po’ più stanca, è datata 22 luglio 2016 e prende spunto dalla creazione del Comitato internazionale per la sigaretta elettronica di cui il luminare rappresentava il fiore all’occhiello. Purtroppo questa è stata la nostra ultima intervista al professor Veronesi. Poco più di tre mesi dopo il celebre oncologo si è spento a quasi 91 anni. L’ultimo contributo che vi proponiamo è il nostro addio a Umberto Veronesi. Il nostro grazie, però, rimane sempre attuale.