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di Stefano Caliciuri

Prosegue la corsa all’ultimo emendamento. Archiviato il tentativo di Pasquale Sollo (Pd) e in attesa che analogo destino abbia quello di Simona Vicari (Ap), arriva il primo che, se approvato, potrebbe ridare ossigeno al settore del vaping. E tratta la proporzionalità della tassazione dei liquidi parametrati sulla quantità di nicotina. A depositarlo sono stati i senatori del Partito Democratico Nicoletta Favero e Gianluca Susta, componente dell’intergruppo parlamentare sulla sigaretta elettronica. Analogo emendamento (probabile quindi l’accorpamento in fase di eventuale discussione o votazione) è stato presentato anche da Rafaela Bellot (Fare).
Favorire e sostenere il fumo elettronico – commenta la senatrice Favero – è solo questione di buon senso. Le evidenze scientifiche dimostrano che sia molto meno dannoso del fumo di sigaretta e dunque apporta enormi vantaggi sul fronte sanitario nazionale. Anche il versante fiscale però deve regolarsi e normalizzarsi perchè quello che è successo sino ad oggi non va certamente nella direzione di salvaguardia del settore“.
La legge fiscale in materia di tassazione dei liquidi con o senza nicotina è attualmente al vaglio della Corte costituzionale. La sentenza è prevista non prima di gennaio. Nel frattempo la politica si sta muovendo per fare pressione al governo al fine di trovare una soluzione che finalmente possa essere quasi definitiva.
L’ipotesi di riordino del settore viene prospettato attraverso due punti chiave: il versamento dell’imposta sulla nicotina nel momento dell’acquisto da parte dei produttori di 2mila euro al chilogrammo e la chiusura concordata del contenzioso con Aams da parte delle aziende. Oltre al “pacchetto emendativo da 2mila euro” è stato presentato anche un emendamento aggiuntivo che varia la cifra dell’imposizione: si parla di 10 mila euro al chilogrammo da pagare in fase di acquisto della nicotina pura da parte dei produttori.
Gli emendamenti non hanno ancora ottenuto un numero di assegnazione.