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di Barbara Mennitti

Questa volta non si può dire che si sia trattato di un successo annunciato. Anzi, la decisione del presidente di Vapitaly Mosè Giacomello di organizzare il 4 e il 5 novembre una due giorni dedicata esclusivamente agli operatori del settore, con un focus formativo rivolto in particolare ai negozianti o a chi intendesse aprire a breve un punto vendita, era stata accolta da aspre polemiche e forte scetticismo. Particolari critiche aveva suscitato la scelta di far pagare l’ingresso ai padiglioni dell’hotel Ergife di Roma. Una misura poco più che simbolica, visto che tutti gli operatori che avevano partecipato ad almeno una delle fiere di Verona hanno ricevuto un ingresso omaggio. La fee di ingresso era stata pensata per garantire la presenza esclusiva di un pubblico davvero interessato. L’espresso divieto di vendita negli stand, inoltre, metteva al riparo dalla possibilità che qualcuno potesse pensare di investire i 60 euro dell’ingresso per poi fare il pieno di prodotti a prezzi da fiera. Insomma, dice Giacomello, per il primo VapitalyPro si è deciso di puntare sulla qualità e non sulla quantità.
Dunque per una volta dire che il risultato di VapitalyPro è andato ben oltre le aspettative – degli organizzatori come degli osservatori – non è un puro esercizio di retorica. Ma lasciamo parlare i numeri diffusi dalla segreteria organizzativa dell’evento. La due giorni romana ha contato 1.684 partecipanti. Fra questi la percentuale dei paganti si è aggirata intorno al 20 per cento, ed è in questo dato che si presume si collochino gli aspiranti negozianti. La partecipazione tanto temuta dei tabaccai ha invece inciso poco: ne sono entrati 123. La fiera si è svolta esattamente come si sperava: gli espositori hanno avuto lungo tempo per dedicarsi ai negozianti, per ascoltare le loro esigenze e le loro esperienze, per promuovere nuovi prodotti, per allacciare contatti. Questo, almeno, è il sentiment che l’organizzazione dichiara di avere raccolto dai suoi clienti.
Menzione a parte meritano i corsi formativi, un esperimento del tutto inedito nel settore del vaping, che ha proposto tre appuntamenti nella giornata di sabato e quattro in quella di domenica. I temi affrontati erano tagliati a misura di negoziante e andavano dalla gestione del cliente alla comunicazione e all’informazione, dalla normativa sulla sicurezza alle previsioni specifiche di Tpd e Clp, passando per ecommerce e pubblicità. La sala per i corsi dalla capienza di 220 persone è sempre stata piena di ascoltatori e in alcune sessioni, soprattutto quelle del sabato, chi non ha trovato posto a sedere ha assistito in piedi alle lezioni. I negozianti non solo sono stati presenti, ma hanno partecipato attivamente ponendo domande, esprimendo considerazioni e cercando risoluzione a dubbi. Alla fine dei corsi i presenti hanno ricevuto un attestato di partecipazione.
Soprattutto questo ultimo aspetto ha restituito l’immagine di un settore che ha davvero voglia di crescere e di “professionalizzarsi”, di misurarsi con le nuove opportunità e di districarsi nell’incertezza generale. Insomma, Giacomello ha vinto la sua scommessa “di essere una fiera – come scriveva sul numero 4 della rivista cartacea Sigmagazineche cresce con il settore e che ne anticipa le esigenze”. E c’è da essere certi che la formula VapitalyPro diventerà un appuntamento fisso come la fiera di maggio a Verona.