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di Redazione

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che un nostro lettore ha inoltrato ai parlamentari della Repubblica italiana, nella speranza che possano intervenire secondo coscienza ma tenendo conto della scienza nella rielaborazione della normativa del settore del vaping. Massimiliano Grand auspica che siano in molti ad imitarlo per sensibilizzare l’opinione pubblica, politica e mediatica del nostro Paese.

Spettabile Onorevole,
mi chiamo Massimiliano Grand. Con questa lettera vorrei portarla a conoscenza del fatto che la mia famiglia ed io ci troviamo in una situazione piuttosto spiacevole dovuta a delle decisioni che sono state prese di recente dal Parlamento.
Mi permetta di spiegarle brevemente. Di mestiere faccio il negoziante, nella fattispecie il commerciante di sigarette elettroniche che da qualche anno vendo in un negozio che ho aperto con moltissimi sacrifici. Questa attività ha permesso di mantenere me e la mia famiglia in maniera dignitosa fino ad oggi e di pagare le non poche tasse che questo Stato mi chiede. Ma questo sta per cambiare drasticamente, purtroppo. Qualche settimana fa è stato presentato nel decreto fiscale un piccolo ma devastante emendamento da una sua collega di nome Simona Vicari di Alternativa Popolare. Ha fatto passare la vendita e l’approvvigionamento dei liquidi per sigaretta elettronica sotto il monopolio di Stato di fatto annientando in un istante migliaia di posti di lavoro, anche di chi questo prodotto lo vendeva online. Come se non bastasse due giorni dopo l’emendamento Vicari, la Corte costituzionale ha annullato la sospensiva voluta dal Tar del Lazio nel 2015 sulla tassazione dei liquidi senza nicotina. La situazione è paradossale: molti di questi prodotti sono acquistabili anche in farmacia a prezzo drasticamente inferiore non essendo sottoposti ad accisa. Noi tutti del settore ci rendiamo conto che l’entrata nel mercato della sigaretta elettronica ha sottratto gettiti fiscali allo Stato dalla mancata vendita delle sigarette tradizionali ma cercare di riprenderli in questo modo è un vero e proprio attentato al diritto al lavoro di ognuno di noi, un insulto all’articolo 4 della nostra costituzione sulla quale avete tutti giurato e non farà altro che fomentare il mercato nero e l’evasione fiscale ottenendo l’effetto contrario da quello sperato.
La tassazione ci deve essere, sì, ma sensata. Il mercato deve necessariamente rimanere libero anche se sicuramente più regolamentato di quanto non lo sia ora. Escludere il mercato online quando in tutto il mondo la tendenza è verso quel canale di vendita è anch’esso insensato in quanto non diverso da qualsiasi altro sistema di vendita ad oggi presente. Sarebbe sufficiente imporre le stesse prescrizioni cui sono sottoposti i negozi con vetrina su strada.
Dopo numerosi studi scientifici la sigaretta elettronica è stata dichiarata, se non completamente senza rischi, (gli studi a lungo termine sono ancora aperti) certamente di gran lunga meno dannosa del tabacco. Non lo dico io ma eminenti figure del mondo della scienza e ricerca internazionale quali il compianto professor Umberto Veronesi, il professor Riccardo Polosa (docente di medicina interna all’università di Catania e fondatore e direttore scientifico della Lega italiana anti fumo), il professor Carlo Cipolla (direttore della divisione di cardiologia dello IEO). Inoltre Paesi come l’Inghilterra dichiarano che le sigarette elettroniche sono per il 95 meno dannose di quelle tradizionali, elevandole a presidio medico e incentivandone l’acquisto da parte dei fumatori che vogliono abbandonare il vizio del fumo.
Nei prossimi giorni lei e i suoi colleghi di partito avrete la possibilità di mettere mano a questa follia voluta dalla senatrice Simona Vicari e votata dalla maggioranza con fiducia. Vi chiedo di informarvi sulla situazione in cui siamo sprofondati, intervendo in maniera coerente e puntuale ma senza lasciare che una decisione affrettata e dettata dall’ignoranza su questa materia distrugga per sempre un mercato che sta crescendo in tutto il mondo in maniera esponenziale. Solo nel nostro Paese sono a rischio più di 30.000 persone. La prego, faccia la cosa giusta: dica no all’articolo 19 quinquies del decreto fiscale (ex emendamento Vicari) e faccia il possibile per introdurre una tassazione equa e sopportabile. Conto su di lei.
Massimiliano Grand