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di Stefano Caliciuri

Secondo il rapporto pubblicato da P&S Market Research, si prevede che il mercato globale delle sigarette elettroniche raggiungerà un valore di 48 miliardi di dollari entro il 2023. Secondo la società di analisi, a trainare il mercato però non saranno i vaporizzatori ma i cosiddetti riscaldatori, ovvero i prodotti a rischio ridotto che utilizzano tabacco. Mentre le sigarette elettroniche si attesteranno su risultati ormai consolidati, i riscaldatori avranno più ampio margine di crescita. Tutte le multinazionali, infatti, da tempo hanno puntato su questo prodotto.
Pur evidenziandone la differenza, P&S Market Research ha inserito nello stesso paniere sia le sigarette elettroniche che i riscaldatori poiché pur essendo due modi differenti di assumere nicotina, entrambi riducono i rischi da combustione da tabacco. E i movimenti industriali fanno prevedere che l’attenzione verso questi strumenti sarà sempre più alta. Philip Morris da tempo ha lanciato un nuovo slogan societario: Per un mondo senza fumo”; BAT nei mesi scorsi ha completato l’acquisizione di Reynolds American Inc. per potenziare il proprio portafoglio di prodotti alternativi al tabacco combusto e recentemente ha mostrato interesse ad acquisire la società sudafricana Twisp per espandere l’offerta di prodotti di nuova generazione in Sud Africa; Imperial Brands ha acquisito la società di prodotti del vaping Nerudia con sede nel Regno Unito per migliorare la sua gamma di riscaldatori ed ecig. Tornando ai dati, l’Asia-Pacifico è la regione che offre le più ampie opportunità di crescita per i rivenditori.  La Cina, d’altronde, è stata il precursore nel settore delle sigarette elettroniche, con una quota stimata del 40,3 per cento sul globale nel 2017. Dopo gli Stati Uniti e il Regno Unito, la Cina è il terzo più grande mercato di sigarette elettroniche nel mondo.