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di Stefano Caliciuri

E alla fine il chiarimento non è arrivato. O meglio, è arrivato e certifica l’imperfezione della legge sul divieto di vendita on line. Con una nota datata 23 gennaio, l’agenzia delle dogane e dei monopoli precisa che è fatto divieto di vendere on line liquidi con e senza nicotina. Aggiunge poi che, come previsto dal comma 12, e come noi di Sigmagazine avemmo avuto modo di anticipare, l’oscuramento può essere effettuato solo a chi vende liquidi con nicotina. In pratica, esiste un divieto ma non esiste la possibilità di intervento da parte dell’autorità se il sito vende liquidi senza nicotina.
La questione appare ingarbugliata ma in realtà è più semplice di quanto appaia: il legislatore ha sbagliato a scrivere la legge ed ora ha lasciato aperto uno spiraglio non prevedendo sanzioni per chi non rispettasse il divieto di vendita online dei liquidi senza nicotina.
La stessa Aams, infatti, puntualizza che “il successivo comma 12 del predetto articolo, come modificato dal citato Dl 148/2017, prevede che «l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, fermi i poteri dell’autorità e della polizia giudiziaria ove il fatto costituisca reato, comunica ai fornitori di connettività alla rete Internet ovvero ai gestori di altre reti telematiche o di telecomunicazione o agli operatori che in relazione ad esse forniscono servizi telematici o di telecomunicazione, i siti web ai quali inibire l’accesso, attraverso le predette reti, offerenti prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide contenenti nicotina ai sensi dell’articolo 62-quater, comma 1 – bis del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.504». Il comunicato ribadisce che i siti web non possono offrire liquidi contenenti o meno nicotina. Ma, come abbiamo evidenziato e come la stessa Aams tiene a puntualizzare, il citato comma 12 dispone l’inibizione solo per chi viola il divieto sulla nicotina.