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di Barbara Mennitti

L’uso della sigaretta elettronica, anche con liquidi senza nicotina, è efficace e sicura nel breve termine per aiutare a smettere di fumare. Lo afferma uno studio pubblicato ieri su Nicotine & Tobacco Research e condotto da un team tutto italiano, composto da ricercatori dell’Università di Milano, dell’Ospedale Humanitas e coordinato dall’oncologa Ketti Mazzocco. Per verificare l’efficacia dell’ecigarette come sostegno nella cessazione, i ricercatori italiani hanno utilizzato uno studio controllato randomizzato a doppio cieco. In pratica i partecipanti allo studio sono stati divisi in tre gruppi: uno che ha utilizzato l’ecig, un altro un placebo, mentre un terzo fungeva da gruppo di controllo. Il fatto che lo studio fosse a doppio cieco, significa che né i partecipanti, né le persone che raccolgono i dati sanno se ricevono o prescrivono il trattamento in studio, quello placebo o quello di controllo. In questo modo si evita qualsiasi tipo di “suggestione”. Tutti i partecipanti erano fumatori cronici, coinvolti in un programma a lungo termine di screening del tumore al polmone.
Mazzocco e il suo gruppo hanno riscontrato che il 25 per cento dei partecipanti che aveva utilizzato la sigaretta elettronica continuava ad astenersi dal fumo dopo tre mesi, a fronte del 10 per cento del gruppo di controllo. Inoltre il gruppo che usava l’ecig registrava un tasso più alto di riduzione del fumo rispetto agli altri due. Dunque, conclude lo studio, “l’uso della sigaretta elettronica comporta tassi di cessazione più alti”. Ma aiuta anche a ridurre drasticamente il numero di sigarette: “l’uso dell’ecig (anche senza nicotina) – continuano gli autori – permette ai fumatori di raggiungere risultati migliori”.
A fronte di questi risultati, lo studio suggerisce la possibilità di utilizzare questo strumento come aiuto ai pazienti che vogliono o devono smettere di fumare o ridurre il consumo di tabacco, per aiutali a gestire meglio i cambiamenti del comportamento e gli effetti collaterali. Una conclusione molto importante, visto che, come spiegano gli stessi autori nell’introduzioneal loro studio, né l’Organizzazione mondiale della sanità, né la Food and Drug Administration riconoscono la sigaretta elettronica come uno strumento efficace per la cessazione.