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di Stefano Caliciuri

È stato pubblicato il nono rapporto sul sistema informativo nazionale per la sorveglianza delle esposizioni pericolose e delle intossicazioni con l’analisi dei dati relativi al 2014. All’epoca si era in pieno boom della sigaretta elettronica, il momento probabilmente di maggior successo e di massima penetrazione sociale. Eppure, nonostante questo, i casi segnalati al Centro antiveleno relativi intossicazioni da liquidi da inalazioni con nicotina hanno rappresentato una percentuale irrisoria rispetto alle decine di migliaia di casi monitorati. Per l’esattezza, sul totale di 44.790 interventi, se ne registrano 74 dovuti ad intossicazione da liquido contenente nicotina. Di questi, 27 erano bambini di età inferiore ai 6; 27 di età compresa tra 6 e 19 anni; 7 persone adulte. In cinque casi si è trattato di episodi di avvelenamento volontario, mentre sono stati 34 i casi di ospedalizzazione. E’ interessante il confronto con il tabacco che sono quasi cinque volte più alti. Infatti, ammontano a 312 i casi di intossicazione da ingerimento di tabacco (sigarette, sigari), 282 di questi su bambini di età inferiore ai 6 anni.
A livello generale, sul totale dei 44.790 interventi, i casi di esposizione sono stati caratterizzati come segue: 45 per cento di età  inferiore ai 6 anni; 92% esposto in ambiente domestico; 79% vittima di esposizione accidentale, principalmente per accesso incontrollato (44%), errore terapeutico (10%) e travaso da contenitore originale (5%), e il 19% di esposizione intenzionale, principalmente tentato suicidio (15%). Per il 37% dei casi è stato rilevato almeno un effetto clinico associabile all’esposizione, mentre per circa il 68% è stato prescritto almeno un intervento terapeutico. Il 40% dei casi è risultato esposto a Farmaci, il 58% a Non farmaci e il 2% a entrambi. Le categorie secondarie di agente più frequentemente riportate sono state: prodotti per la pulizia di uso domestico (19%), sedativi/ipnotici/antipsicotici (10%), analgesici (7%), cosmetici/cura della persona (6%), antidepressivi (5%), antiparassitari (fitosanitari e uso non agricolo) e corpi estranei (4%, rispettivamente). La percentuale di interventi dovuti a liquidi contenente nicotina è pari allo 0,16 per cento del totale; percentuale che scende allo 0,06 per cento se si considerano soltanto i bambini di età inferiore ai 6 anni.