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di Barbara Mennitti

Inutile girarci intorno, da qualche mese a questa il mercato del vaping sta puntando insistentemente sulle pod mod, i device automatici a cartucce (ricaricabili o monouso) di dimensioni estremamente ridotte. Bastava fare un giro per gli stand del Vapitaly per notare come quasi uno stand su due presentasse almeno un modello di pod, fenomeno che si poteva già notare all’Exvapo di Napoli. E in Italia, dove la tassazione tuttora in vigore ha fatto impennare i prezzi dei liquidi di ricarica, è molto probabile che questi modelli siano apprezzati e non solo dai principianti.
Comprensibilmente gli hard vapers storcono il naso e qualcuno parla di un ritorno al passato, ma è vero solo in parte. Perché rispetto alle automatiche di alcuni anni fa, le pod mod sono sicuramente migliorate, sia dal punto di vista della corposità della fumata che da quello della resa aromatica. Si sa, questo è un settore che va ad ondate ed ora è il momento delle pod 2.0.
Fra le novità della fiera di Verona non ancora presenti sul mercato italiano, l’azienda di Shenzhen Shanlaan ha presentato la sua Laan Little, circa 11×2,5 cm con batteria da 320 mah e ricarica veloce con cavo magnetico proprietario (la casa produttrice dichiara che in 15 minuti è possibile effettuare una ricarica completa del device). L’estetica è molto curata: il corpo esterno è in alluminio e la pod mod è dotata di pannelli esterni in cinque diverse colorazioni che possono essere sostituiti a piacimento, ovviamente acquistandoli a parte (il kit iniziale ne contiene solo due). Sempre non compresa nella dotazione iniziale una cover dotata di clip che consente di portare con sé il device, proteggendo la parte su cui si appoggiano le labbra. La Little sarà dotata di pod ricaricabili da 2 ml con coil in ceramica da 1,3 ohm e sarà distribuita in esclusiva per l’Italia da Vape International Products.