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di Stefano Caliciuri

Trecentomila euro destinati a programmi di ricerca a sostegno della lotta contro il fumo. Il progetto è finanziato dalla Pfizer, multinazionale farmaceutica. Al bando possono partecipare istituzioni e organizzazioni degli Stati Uniti, Francia, Spagna, Regno Unito, Giappone e Italia. Anche se a prima vista potrebbe essere una ottima notizia, in realtà spulciando tra le righe del bando si leggono prescrizioni non proprio rassicuranti: i progetti devono essere volti a spingere i fumatori verso la cessazione della dipendenza e non si possono come ipotesi alternative le sigarette elettroniche e i riscaldatori di tabacco. “Vogliamo sostenere la cessazione della dipendenza – si legge sul bando – opponendoci alla strategia di riduzione del danno applicata ai fumatori che vogliono smettere di fumare”.
La scelta può apparire strana ma dimostra ancora una volta come le multinazionali del farmaco siano allineate con l’Organizzazione mondiale della sanità: debellare in toto il fumo senza compromessi. Il fumatore – secondo l’Oms un malato da curare – non può adottare soluzioni alternative che non siano quelle previste dalle istituzioni sanitarie, ovvero la cura psicologica e farmacologica. Tra i riferimenti che compaiono in calce del bando c’è anche una ricerca sui riscaldatori di tabacco pubblicata lo scorso gennaio da Spizzichino, funzionario dell’Istituto superiore di sanità italiano. La posizione dell’Iss è nota, come più volte è stata evidenziata durante vari incontri pubblici, non ultima la Giornata mondiale antitabacco: le sigarette elettroniche sono uno strumento che introducono i giovani al fumo. Se sul fronte della riduzione del danno sembra esserci una timidissima apertura, l’ostracismo verso la larga diffusione è ancora netto.
Le organizzazioni interessate ad aderire al bando di Pfizer hanno tempo sino al 28 agosto per spedire la domanda di adesione con i dettagli del loro progetto propagandistico contro la riduzione del rischio e quindi contrastando allo stesso tempo l’utilizzo della sigaretta elettronica e dei riscaldatori. Sarah Jakes, presidente di New Nicotine Alliance, ha preso posizione contro il progetto di Pfizer, annunciando che non risponderà al bando. Per contro, ha scritto una lettera aperta contro Pfizer per denunciare l’opposizione “sterile” contro la riduzione del rischio e il vaping.