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di Stefano Caliciuri

Il Tar non darà la sospensiva. I legali delle parti ricorrenti non insisteranno nella richiesta. L’udienza nel merito è fissata per il prossimo 19 dicembre. Sono i tre fatti accaduti durante la Camera di Consiglio che si è tenuta ieri presso la Seconda sezione del tribunale amministrativo del Lazio. Secondo la ricostruzione dell’avvocato Carla Putzolu, difensore delle associazioni Eim e Anide, i motivi sarebbero da ricercarsi nella difficoltà argomentativa dell’avvocatura dello Stato che avrebbe, in effetti, intravisto possibilità di successo dei ricorrenti. È lei stessa a svelare qualche retroscena attraverso la ricostruzione processuale inviata alle associazioni ricorrenti Eim e Anide.
Il nostro ricorso – si legge nella nota diffusa da Eim che riporta le parole di Putzolu – è stato discusso insieme ad un ricorso gemello proposto da altre società e associazioni di categoria. La discussione della causa ha avuto avvio con la richiesta dell’Avvocatura Generale di una trattazione della causa direttamente nel merito, atteso che la questione appare “molto delicata” e che gli aspetti e le censure sollevate meritano una trattazione di carattere definitorio. Abbiamo tutti inteso, da quelle parole “sibilline”, ciò che poi è stato più chiaramente espresso al termine dell’udienza dall’Avvocato di Stato, ossia che vi è una volontà dell’Amministrazione di recepire almeno alcune delle criticità espresse nei ricorsi (ha fatto in particolare riferimento al discorso del requisito della “prevalenza”, ma le difese svolte nella memoria dell’Avvocatura mi fanno ritenere che ci sarà una modifica anche sul discorso della “verifica della conformità dei prodotti” da parte dei venditori) e mettere quindi mano al provvedimento. Ritengo che lo stesso Presidente di sezione del Tar abbia inteso detta volontà e per tale ragione abbia non solo proposto ma caldeggiato la trattazione delle cause direttamente nell’udienza di merito, che ha quindi fissato per il 19 dicembre, nonostante noi avvocati dei ricorrenti avessimo cercato di insistere per il provvedimento cautelare. Tuttavia, quando il Presidente si esprime in un certo modo è processualmente opportuno non contrastare l’indicazione, perchè si rischia di avere un provvedimento negativo. Non vi è stata possibilità – conclude Putzolu – di avere udienza prima e considerati i tempi ordinari di fissazione delle udienze di merito direi che è davvero presto. Allo stato, dunque, il provvedimento non è sospeso, ma occorrerà monitorare – a livello di associazioni, come già state facendo- il lavoro dell’Amministrazione, essendo stata espressa questa volontà di intervenire sugli atti“.