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di Barbara Mennitti

L’Inghilterra festeggia un calo di circa 1,6 milioni di fumatori fra il 2011 e il 2017. È quanto emerge dal rapporto “Statistics on smoking, England: 2018” pubblicato oggi da NHS Digital, il servizio del Sistema sanitario nazionale. Più precisamente i fumatori sono passati dai 7,7 milioni del 2011 (il 19,8 per cento degli adulti) ai 6,1 del 2017 (il 14,9 per cento). È la prevalenza di fumatori più bassa di tutto il Regno Unito dove è in media del 15,1 per cento, con l’Irlanda del Nord che si aggiudica il non invidiabile primato del 16,5 per cento di fumatori.
Questa diminuzione si rispecchia ovviamente sul numero delle morti per malattie fumo-correlate. Se ne registravano 83.400 nel 2006, mentre nel 2016 erano diventate 77.900: un calo del 7 per cento. Il fumo resta comunque responsabile del 20 per cento di tutte le morti per gli uomini e del 12 per cento per le donne. Il maggior numero di fumatori si riscontra nella fascia di età fra i 25 e i 34 anni (20 per cento), mentre sono gli over 65 a registrare la prevalenza più bassa (8 per cento). Nel 2016 si dichiarava fumatore anche il 6 per cento dei minori fra gli 11 e i 15 anni; era il 22 per cento nel 1996.
Sono dati certamente confortanti per le autorità sanitarie inglesi e che suggeriscono che la via intrapresa è quella giusta. La statistica fornisce anche dati sull’uso della sigaretta elettronica che, come sappiamo, in Inghilterra ha la benedizione delle istituzioni della salute. Nel 2017 la prevalenza dei vaper è al 5 per cento, in crescita di 4 punti percentuali rispetto al 2014. I maggiori utilizzatori hanno fra i 25 e i 34 anni (l’8 per cento) e fra i 35 e 49 (7 per cento). Il 48 per cento dei vaper dichiara di usare l’ecig come strumento per smettere di fumare. Nel 2016 il 25 per cento di minori dichiarava di aver provato la sigaretta elettronica.
In netto calo, invece, gli aiuti per la cessazione con ricetta, cioè i farmaci. Nel 2017/18 ne sono stati forniti 860mila; un calo vistoso dai 2,56 milioni del 2010/11. Dunque non si può dire che il calo dei fumatori sia da attribuire a queste metodologie, mentre appare evidente come la crescita dell’uso dell’ecig e la diminuzione dei fumatori vadano di pari passo.