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di Stefano Caliciuri

Il Tar non ha accolto la richiesta di sospensiva e fissa la discussione nel merito per il prossimo il 19 dicembre. La richiesta di sospensiva in via cautelare del decreto direttoriale Aams a seguito di due differenti ricorsi promossi dalle associazioni dei negozianti Anide e UniEcig ed altri non sarà data, secondo le anticipazioni e le impressioni dei legali ricorrenti. Tutto rimane allo stato attuale, con il Decreto a pieno regime. Questa mattina davanti alla seconda sezione del Tar del Lazio, si è svolta la Camera di Consiglio di entrambi i ricorsi. La camera di consiglio si è tenuta in udienza comune ma i legali sono stati ascoltati separatamente.
L’iter dei procedimenti è stato alquanto travagliato. I legali difensori degli operatori del vaping, nonostante abbiano contestato tutti i vincoli e le modalità autorizzative previste dal decreto, non sono riusciti a convincere la corte dell’urgenza del provvedimento cautelare: dal computo della prevalenza ai tempi di preavviso per fornire i dati aziendali, dal divieto di vendita totale ai minori alla discriminazione in commercio.
E’ utile ricordare che due settimane fa l’avvocatura dello Stato, difensore di Aams, in sede di udienza dell’altro ricorso, quello promosso da Uniecig e altri, chiese tempo per presentare nuova documentazione che avrebbe potuto “variare l’esito del giudizio. Probabilmente il “colpo di scena” è stato proprio la richiesta di riunire i due procedimenti. Tecnicamente non è avvenuto ma di fatto entrambi sono stati discussi nella giornata odierna, facendo slittare il giudizio sulla sospensiva che poteva già esserci circa un mese fa. L’impressione è che anche l’avvocatura di Stato abbia vantaggio a rimandere i termini del dibattimento in attesa di decisioni politiche che, però, nonostante gli annunci, tardano ad arrivare.