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di Stefano Caliciuri

L’uso di sigarette elettroniche è più diffuso tra i giovani under 30 rispetto ai fumatori più anziani. E questo dimostrerebbe come gli americani siano più propensi ad utilizzare strumenti di riduzione del danno al posto delle sigarette tradizionali. Di questo passo, le  le implicazioni positive sulla salute saranno sensibilmente evidenti tra non più di cinque anni. Sono alcuni tra i risultati diffusi dalla società di ricerca Gallup, tra le più autorevoli e influenti del mondo. Gallup ha recentemente riferito che il 9% di tutti gli americani adulti dichiara di svapare regolarmente o occasionalmente. Ma il tasso è del 20% tra i 18 e i 29 anni di età, rispetto all’8 per cento tra quelli di età compresa tra i 30 ei 64 anni e inferiore allo 0,5% tra quelli di età superiore ai 65 anni.
I risultati attuali si basano su un sondaggio Gallup condotto dall’1 all’11 luglio, il primo in cui agli americani è stato chiesto un parere riguardo alle abitudini di svapo rispetto a quelle legate al fumo di tabacco. e il risultato è sorprendente: per utilizzare un termine giovanilistico, negli Stati Uniti fumare le sigarette “è da sfigati”.
La tendenza a lungo termine emersa dall’inchiesta di Gallup evidenzia infatti che c’è un netto calo dell’uso delle sigarette convenzionali da parte dei giovani negli ultimi due decenni. Nei primi anni 2000, circa un terzo dei giovani tra i 18 e i 29 anni ha riferito di aver fumato almeno una sigaretta nei sette giorni precedenti. Oggi quella percentuale si è dimezzata, e il fumo tra i giovani di età compresa tra i 18 ei 29 anni è ora inferiore rispetto a quelli tra i 30 ei 64 anni. Questo comporta un notevole cambiamento nelle caratteristiche di età dei fumatori. È fortemente possibile – commenta Gallup – che una delle cause del calo del fumo di sigaretta tra i giovani sia lo sviluppo di vaping come nuovo metodo di somministrazione di nicotina.

I fumatori sono meno propensi di altri a dire che lo svapo è dannoso per la salute.
È difficile con i dati delle indagini trasversali determinare le ragioni precise per cui le persone, in particolare i giovani, decidono di svapare. Ma il dato importante è che gli americani sono molto meno inclini a considerare lo svapo come nocivo rispetto al fumo in generale. Alla base di questa idea ci potrebbe essere la convinzione, peraltro molto diffusa, che il vaping venga adottato come sostituto del fumo per motivi di salute.
Gli americani ex fumatori che hanno partecipato al sondaggio hanno idee poco differenti da chi non ha mai fumato. Quindi non vi è alcuna prova che un gran numero di americani che hanno smesso di fumare sigarette del tutto, ora spai. Ma se i fumatori usano lo svapo come un modo per smettere di fumare sigarette convenzionali, è possibile che in futuro aumenti l’incidenza dell’utilizzo di sigarette elettroniche tra gli ex fumatori, ovvero soloro che l’hanno usata per smettere.
Questi dati – commentano gli analisti di Gallup – mostrano una significativa sovrapposizione nei due comportamenti: le persone che fumano sigarette convenzionali sono di gran lunga quelle con la più alta probabilità di passare all’elettronica. E il vaping è diventato particolarmente diffuso tra i giovani under 30 che hanno letteralmente abbandonato il fumo tradizionale come dimostrano anche i dati. Pertanto, sembra possibile che l’avvento delle sigarette elettroniche possa, nel complesso, avere avuto un effetto complessivamente positivo sulla salute della popolazione americana. Se il trend continuasse, tra una decina di anni la spesa sanitaria americana potrebbe essere dimezzata proprio perché le persone di mezza età sono gli stessi giovani che oggi hanno abbandonato il fumo per la sigaretta elettronica. Con il conseguente miglioramento in termini di salute di almeno il 95 per cento sui danni complessivi da tabacco.