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SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 5 all’11 agosto

UsaObamavaping!
Destra o sinistra, repubblicani o democratici, le giovani leve dei presidenti americani legano la loro immagine all’innovativo settore del vaping. Dopo la figlia dell’attuale numero uno della Casa Bianca Ivana Trump, che pubblicizzò le virtù dello svapo durante la visita a un centro di ricerca, ora è stata una delle figlie del suo predecessore, Malia Obama, ad essere fotografata con una sigaretta elettronica per le strade centrali di Londra, dove si trovava in vacanza con un suo amico. E data l’aurea di charme che ha sempre accompagnato le gesta mondane della famiglia Obama, c’è da giurare che questo scatto darà un forte impulso all’immagine positiva e moderna dell’ecig.

Gran BretagnaVape o juuling, questo è il dilemma
Nel 2014 il leggendario dizionario di Oxford scelse come parola dell’anno “vape”, per rimarcare la prepotente ascesa sul mercato della sigaretta elettronica. Ora nella lingua inglese si va imponendo un’altra parola, sempre legata al vaping, anche se arriva dall’America: juuling. Ne abbiamo parlato la scorsa settimana, recensendo un lungo reportage del quotidiano francese Les Echos sull’avvento del verbo juulare nel gergo giovanile Usa, una testimonianza del successo dell’ecig che assomiglia a una chiavetta Ubs inventato da Juul Labs. Ora per gli esperti del dizionario britannico si apre il dilemma se decretare anche linguisticamente un successo a una parola proveniente d’Oltreoceano.

IsraeleNiente Juul, siamo israeliani: governo verso il divieto di commercializzazione
Il successo della Juul si ferma a Gerusalemme. Il Ministero della salute israeliano ha infatti deciso di proporre il divieto assoluto di commercializzazione della popolare sigaretta elettronica nel proprio Paese. Lo hanno dichiarato funzionari dello stesso ministero durante la settimana. La decisione delle autorità politiche si basa su un’approvazione finale adottata dalla procura generale israeliana.

UsaSigarette elettroniche: prezzi giù, vendite su. Appunti per una buona politica per la salute
È una vecchia regola del commercio: se i prezzi scendono, le vendite aumentano. Non vale sempre, dipende dal prodotto. Ma per quanto riguarda la sigaretta elettronica e i prodotti per il vaping la regola è più che valida. Lo ha confermato uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori americani che ha analizzato il trend incrociato dei prezzi e delle vendite dei prodotti di svapo dalla loro comparsa sul mercato sino ad oggi. Appunti utili per i legislatori che volessero adottare politiche sanitarie anti-fumo efficaci, favorendo la sigaretta elettronica come strumento principale sia nell’ottica della riduzione del danno che nell’azione per smettere di fumare.

GiapponeJapan Tobacco investe nel vaping per bilanciare il declino dei fumatori
Il colosso Japan Tobacco ha visto al ribasso le stime annuali di crescita per il 2018. In un comunicato, l’azienda ha annunciato che parte della diminuzione è dovuta, tuttavia, a una scelta strategica: quella di aver operato acquisizioni e investimenti non preventivati nel settore della sigaretta elettronica con l’obiettivo di compensare il declino del numero di fumatori. I costi degli investimenti odierni nel settore del vaping bilanceranno in futuro le perdite certe che arriveranno dalla vendita di sigarette e altri prodotti legati al tabacco.

CinaAutorità del tabacco chiede regole per la sigaretta elettronica
In un continente asiatico generalmente ostile al mondo del vaping Pechino si ritaglia sempre un posto al sole. L’autorità che regola il settore del tabacco in Cina ha infatti lanciato un appello al mondo politico affinché si adoperi per un controllo globale sulla sigaretta elettronica, a suo avviso un’alternativa alla sigaretta tradizionale che opera attualmente all’interno di una zona grigia della legge. È semplice ribattere come, in un Paese dove l’ecig è fuori dal cono d’ombra di una regolamentazione grigia tipo la Gran Bretagna, le politiche pubbliche siano favorevoli e non ostili al vaping. L’atto di accusa è piombato nel mezzo del dibattito nazionale sull’introduzione del divieto di fumo in luoghi pubblici: un passaggio che sarebbe davvero storico in un Paese dalla grande e lunga tradizione di fumatori come la Cina.

Spagna/Portogallo/ItaliaAllarme per stime di aumento tumori ai polmoni per le donne
Allarme per le donne: entro il 2030 si rischia un forte aumento dei casi di cancro ai polmoni, stimato attorno al 43%, specialmente in Europa occidentale e Oceania. È il risultato di una ricerca congiunta compiuta dai ricercatori delle università di Porto, Milano e della Catalogna in Spagna, e il fumo è naturalmente una delle cause principali. Al contrario, secondo tale ricerca saranno in diminuzione i casi di cancro al seno. Efficaci politiche anti-fumo e di riduzione del rischio potranno attenuare scenari così drammatici.

UsaAzione bipartisan contro gli aromi nei liquidi delle ecig
Due senatori americani, il democratico Dick Durbin dell’Illinois e la repubblicana Lisa Murowski dell’Arkansas, hanno deciso di presentare una legge che intende regolamentare gli aromi nei liquidi utilizzati per le sigarette elettroniche e vietare del tutto quelli utilizzati per i sigari tradizionali. Lo riferiscono diversi media statunitensi. Secondo gli osservatori politici, tale legge potrebbe costituire un primo passo verso il tentativo di tenere alla larga i più giovani dalla sigaretta elettronica, ma allo stesso tempo è un’iniziativa che difficilmente farà strada in Congresso, con l’approssimarsi delle cosiddette elezioni di medio termine.

Hong KongIl fumo passivo pregiudica l’allattamento materno
Secondo uno studio realizzato ad Hong Kong, le madri esposte al fumo passivo allattano meno rispetto a quelle che non lo sono. Lo studio conferma il fatto che il corpo delle donne sia più sensibile di quello dell’uomo al fumo. Commentando la ricerca nell’ex colonia britannica, Marie Tarrant, direttrice della scuola di scienze infermieristiche dell’Università della British Columbia a Vancouver ha aggiunto che “più fumatori circondano la madre in casa, più breve è risultato il periodo di allattamento”. Il consiglio dei ricercatori è che, siccome l’allattamento materno ha benefici talmente riconosciuti per il bambino rispetto a quello artificiale, la donna dovrebbe in tutti modi preservare se stessa e il suo bebè dal fumo passivo.

UsaTrump verso l’imposizione di dazi su prodotti legati al vaping fabbricati in Cina
Nell’azione protezionistica intrapresa dall’Amministrazione Trump dovrebbero rientrare anche prodotti legati al mondo del vaping fabbricati in Cina. Già da un paio di mesi l’Ufficio di rappresentanza americana del commercio (USTR) è stato incaricato di individuare diritti di dogana del 25% su circa 50 miliardi di dollari di importazioni dalla Cina riguardanti “prodotti industriali di rilevanza strategica”. Dopo quello con l’Ue, Trump ha avviato un confronto commerciale con la Cina, con l’obiettivo di riequilibrare il disavanzo Usa verso l’estero. Un conflitto che rischia di sfociare in una vera e propria guerra.

BangladeshLa mano di Japan Tobacco sul produttore locale Akij Group
Di fronte al calo (in alcuni casi un vero e proprio crollo) del numero dei fumatori nei paesi sviluppati, le strategie di risposta delle multinazionali del tabacco non si fermano all’ingresso nel mercato della sigaretta elettronica (con tanto di dichiarazioni di pentimento obiettivamente poco credibili) ma si spingono cinicamente al potenziamento del commercio di tabacco nei paesi emergenti, vere e proprie vittime di una nuova emergenza fumo. Così la Japan Tobacco (terzo colosso dopo Philip Morris e British American Tobacco è sul punto di acquisire il produttore nazionale del Bangladesh Akij Group.

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