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(tratto dalla rivista bimestrale Sigmagazine #9)

di Simone Schifeo

Lo svapo negli ultimi tempi sembra subire un’inversione di tendenza. Dopo essere stati bombardati in modo esponenziale da marketing, video, prodotti e liquidi votati alla produzione di vapore più alta possibile, la corsa ai watt, sempre più alti e resistenze sul filo del corto, ora sembra essere arrivati al giro di boa. Complice anche la tassazione sui liquidi, sempre più gente si riappassiona al tiro di guancia, rispolverando vecchio hardware o comprandone di nuovo, visto che tanti produttori, sia a livello artigianale che industriale, immettono nel mercato prodotti Mtl (mouth to lung).
Certamente uno non esclude l’altro. C’è una fetta d’utenza al quale è adatto il tiro di polmoni, basti pensare al ragazzo che magari non ha alle spalle una lunga “carriera” da fumatore al quale sicuramente passando all’elettronico non mancherà la gestualità o il tipo di tiro della sigaretta. Un vaporizzatore Mtl si pone, infatti, come obbiettivo quello di sostituire una vera e propria sigaretta: il tiro di guancia è per tutti gli ex fumatori o aspiranti tali il primo approccio al mondo della vaporizzazione.
Alcuni ex-fumatori passati alla sigaretta elettronica apprezzano la possibilità di godere appieno del gusto dei propri tabacchi preferiti (siano essi blend, parola che definisce la miscela, intesa come composizione degli elementi, mixture, ossia tagli del tabacco differenti in un unico miscuglio oppure una qualità di tabacco in purezza), senza essere legati alla combustione che, oltre a contaminare con la sua costante nota di bruciato il sapore, rende tutto meno salutare per l’organismo.
La comodità e la bellezza di poter vaporizzare un liquido al tabacco è proprio questa: godere appieno del gusto di ogni qualità di tabacco presente sul mercato del fumo elettronico, rendendolo comodo ed alla portata di tutti. Chiunque nella sua vita abbia usato pipe o fumato dei sigari conosce bene i limiti che questo tipo di oggetti comportano. È impensabile portare fuori una pipa mettendola in tasca, questi supporti vanno fatti raffreddare dopo l’uso per evitare rotture e problemi di sorta. Inoltre il fumo emanato ha un odore forte e sgradevole per terzi, oltre ad essere dannoso sia per il fumatore che per quelli nelle immediate vicinanze.
Il fumo elettronico sopperisce a questi difetti. Portando semplicemente con sé il vaporizzatore personale si può godere in qualsiasi momento del gusto del proprio tabacco preferito, senza essere condizionati dal tabacco presente nel fornello o dal sigaro che se poi spento a metà continuerà comunque ad emanare odore, nei limiti del rispetto della legge vigente (che vieta l’uso dei device per la vaporizzazione in luoghi chiusi, scuole e ospedali, mentre lascia alla discrezione di gestori ed esercenti porre il divieto di svapare nei locali pubblici, luoghi di lavoro, treni ed aerei). Questo garantisce notevoli vantaggi a chi decide di vaporizzare il tabacco: comodità ed immediatezza d’uso, nessun problema di fumo passivo e di odori troppo forti per chi si trova nelle vicinanze e la possibilità di godere di tutte le note aromatiche sprigionate dalla foglia del tabacco, senza le contaminazioni provenienti dalla combustione.
Il mercato dell’elettronico viene incontro all’utente. Dopo un periodo di assenza di uscita da parte delle grandi aziende di prodotti cosiddetti da guancia e, per contro, l’uscita quasi quotidiana di prodotti da cloud o flavour chasing –  complice un marketing tutto americano che ci ha abituato a produzioni di vapore sempre più importanti, atomizzatori con testine con valori ohmici sempre più bassi, liquidi con sempre più alti contenuti di VG e fili da rigenerazioni sempre più grossi e complessi – sembra esserci un’inversione di tendenza. Nei cataloghi delle aziende orientali, che sono le prime in quanto a vendita e produzione di hardware da svapo, si registrano sempre più uscite quasi quotidiana di questo genere di prodotti con la sigla Mtl accantoal nome che indirizzano il mercato verso quello che potremmo benissimo definire lo “Slow Vape” 2.0.
Non c’è una regola che impone che solo gli aromi a base di tabacco vadano svapati di guancia, è una cosa che si fa solitamente perché il tipo di tiro stretto, cioè con airflow che partono dagli 0.8mm ai 1.5 (solitamente, non è una regola assoluta) ricorda molto l’aaspirazione di una sigaretta tradizionale. Ma anche in questo lo svapo non pone limiti se non quelli gusto personale, si potrà godere a pieno del tiro Mtl anche con liquidi al sapore di frutta o di dolci da pasticceria. Bisogna però cercare sempre di tenere la composizione dei liquidi ad un rapporto di 50/50, intese come percentuali di PG e VG presenti nella base: questa è quasi una regola nei tank dove i fori per l’irrorazione delle resistenze o delle testine sono molto stretti e liquidi con maggiore presenza di glicerina potrebbero avere delle difficoltà ad alimentare a dovere il sistema, cosa che invece si può fare usando gli Rda, che siano essi dripper, cioè con l’alimentazione dall’alto, o bottom feeder.
A livello pratico, lo svapo di guancia presenta ulteriori vantaggi. Sicuramente la comodità di hardware più compatti di quelli Dl (direct lung), che consentono di superare la giornata con una cella 18650, senza il bisogno di portare altre batterie in tasca o in borsa e senza dover usare device a più celle. Vi è inoltre un minore consumo di liquido, che è un fattore da prendere in considerazione date le nuove tassazioni che portano ad un prezzo quasi proibitivo i liquidi da vaporizzazione. Svapando di guancia per l’intera giornata i consumi effettivi raramente superano i 10ml quotidiani, mentre con lo svapo di polmone una boccetta da 10ml può durare davvero poco, a volte un paio d’ore. Il sistema consente anche maggiore discrezione, visto produce nuvole di vapore meno dense e ingenti, un sicuro vantaggio in tutte le situazioni in cui fare molto vapore potrebbe arrecare disturbo al vicino, per esempio sul posto di lavoro, al tavolino di un bar o di un ristorante, ma anche in casa, specialmente nei mesi invernali quando difficilmente ci sono le finestre aperte che permettono al vapore di disperdersi più velocemente.