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di Barbara Mennitti

Il governo australiano commissionerà uno studio indipendente sull’impatto per la salute dell’uso delle sigarette elettroniche contenenti nicotina. I liquidi con nicotina, infatti, sono tuttora vietati nel Paese, ma la settimana scorsa un gruppo di parlamentari pro vaping è riuscito a strappare il via libera allo studio al ministro della salute Greg Hunt, ostinato oppositore dell’ecig. Promotore dell’iniziativa il liberale del Nuovo Galles del Sud, Trent Zimmerman, che nei primi mesi dell’anno aveva presieduto una commissione parlamentare d’inchiesta sull’ecig. L’organo si espresse contro la legalizzazione dei liquidi con nicotina ma, evento molto raro, il report fu accompagnato da una nota in dissenso del suo presidente, che prendeva le distanze dalle conclusioni della commissione.
Sono in forte disaccordo con le conclusioni della maggioranza dei miei colleghi”, scriveva lo scorso marzo Zimmerman nella sua nota. E poi spiegava: “Sebbene le basi scientifiche sulle sigarette elettroniche stiano ancora emergendo, vi sono indicazioni chiare che sono significativamente meno dannose per la salute umana del fumo. Se i fumatori che non riescono a smettere passassero alle sigarette elettroniche, si potrebbero salvare migliaia di vite”.
Ora i parlamentari pro vaping ci riprovano, tentando di vincere la posizione tetragona di Hunt con le evidenze scientifiche. E forse sperando nell’onda lunga dei due Paesi più vicini all’Australia (uno per posizione geografica come la Nuova Zelanda e uno per retaggio culturale come il Regno Unito), che hanno scelto la sigaretta elettronica come alleato per sconfiggere il fumo e le morti ad esso correlate.