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di Barbara Mennitti

Non è vero che la maggior parte dei vaper è dual user, cioè persone che utilizzano contemporaneamente la sigaretta elettronica e quella di tabacco. Si tratta di un argomento molto sfruttato dai detrattori dell’ecig, che lo portano per sostenere la tesi che il vaping non sia davvero uno strumento per smettere di fumare. Ma è davvero così? No, secondo Colin Mendelsohn, medico australiano in prima linea nella lotta per la legalizzazione dei liquidi con nicotina nel Paese dei canguri e anima dell’Australian Tobacco Harm Reduction Association (Athra).
Intanto Mendelsohn sottolinea come, nel passaggio dalla sigaretta di tabacco all’elettronica, sia piuttosto comune un periodo di transizione in cui si usano entrambe, prima di arrivare all’utilizzo esclusivo dell’ecig. Poi, sondaggi e dati alla mano, il medico dimostra come almeno la metà dei vaper non sia composta da utilizzatori duali. Nel Regno Unito, per esempio, il sondaggio Action on Smoking and Health riporta che nel 20017 il 55 per cento degli svapatori faceva uso esclusivo dell’ecig. Un miglioramento netto rispetto al 40 per cento del 2015, dovuto probabilmente ai progressi della tecnologia. E sempre nel 2017 700mila vaper britannici avevano smesso sia di fumare che di usare l’elettronica.
Negli Stati Uniti, continua Mendelsohn, il 45 per cento degli svapatori non fuma, secondo quanto riportato da uno studio condotto su 470mila vaper e recentemente pubblicato su Annals of Internal Medicine. E, sempre secondo quanto riportato da Athra, non fuma più il 60 per cento degli utilizzatori di elettronica in Islanda, il 73 per cento in Grecia e addirittura il 77 in Nuova Zelanda. Dati in controtendenza – aggiungiamo noi – con quanto accade in Italia, dove l’ultimo Rapporto sui fumatori dell’Istituto Superiore di Sanità registra un 60,3 per cento di utilizzatori duali.
I dual user ad ogni modo, sottolinea il medico australiano, riescono a ridurre il numero di sigarette di tabacco, spesso in maniera drastica, riducendo gradualmente l’assunzione di sostanze tossiche e cancerogene e riportando miglioramenti per quanto riguarda le broncopneumopatie ostruttive croniche, l’asma e la pressione sanguigna. Inoltre, sostiene Mendelsohn, è molto probabile che con il migliorare della tecnologia del vaping, i device saranno in grado di migliorare la somministrazione di nicotina, dando maggiore soddisfazione ai fumatori e riducendo il fenomeno degli utilizzatori duali.