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di Stefano Caliciuri

Con l’approvazione del decreto legge fiscale approvato in Consiglio dei Ministri, le aziende della filiera del vaping che hanno un debito pregresso con il fisco possono chiedere uno sconto del 95 sul totale della somma contestata. La cifra risultante non sarà soggetta né a sanzione né a interessi.
Le aziende che intendono avvalersi della pace fiscale devono comunicarne l’intenzione all’Agenzia delle dogane e monopoli entro il 30 aprile 2019 compilando la documentazione che Aams dovrà pubblicare sul sito istituzionale entro il 29 febbraio 2019. Le aziende dovranno inserire nella documentazione il totale di imposta dovuto secondo quanto risulta dalle quindicine con il prospetto dei liquidi venduti. Nel caso di dichiarazione non veritiera, l’aziende perde la possibilità di usufruire dell’agevolazione.
La presentazione della dichiarazione sospende per novanta giorni i termini per l’impugnazione dei provvedimenti impositivi e degli atti di riscossione delle imposte di consumo di cui ai comma 1 nonché delle sentenze pronunciate su tali atti.
Entro quattro mesi dalla presentazione della domanda, l’azienda otterrà una risposta da Aams con il prospetto di quanto dovuto. L’azienda potrà pagare in una unica soluzione oppure dilazionare sino ad un massimo di centoventi rate mensili. Il mancato pagamento di sei rate, anche non consecutive, determina la decadenza dal beneficio deì pagamento rateale con obbligo di versamento delle somme residue entro sessanta giorni dalla scadenza dell’ultima rata non pagata.
L’aspetto più importante del provvedimento, oltre naturalmente all’agevolazione in sé della cifra totale da versare, è senza dubbio il congelamento dei procedimenti tributari e giudiziari in corso. Così facendo, il legislatore ha ridato dignità ad un comparto che dal 2013 è nato dal nulla creando nuova occupazione – ma più spesso reinserendo disoccupati nel circuito produttivo –  e un giro d’affari di circa 500 milioni annui.
Secondo le tabelle ministeriali, il debito totale delle aziende del vaping ammonta a poco più di 186,5 milioni di euro. Con l’approvazione del Decreto, le aziende possono concordare un versamento agevolato di 9,3 milioni di euro. Una boccata d’ossigeno non indifferente per le aziende di produzione e, a cascata, per l’intera catena distributiva e rete commerciale.