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Riceviamo e pubblichiamo la lettera che l’associazione dei consumatori, Anpvu, ha recapitato al vicepremier Matteo Salvini in seguito all’approvazione del Decreto legge fiscale.

On.le Salvini,
accogliamo con piacere e riconoscenza verso il Governo, questo provvedimento che per la prima volta, dopo 5 anni, ci manifesta la volontà di intervenire in favore del settore delle sigarette elettroniche.
Constatiamo, tuttavia, che le iniziative volte alla salvaguardia del settore svapo non riguardano i consumatori, che tengono in piedi tutto il comparto e sono i più danneggiati in termini di salute da un’imposta che permane. I circa 1,3mln consumatori (Fonte Ministero della Sanità) non si accontenteranno di vedere che aziende e produttori hanno ricevuto agevolazioni economiche. Pretendono giusta informazione, la possibilità di accedere con semplicità e senza sforzi economici ad uno strumento per la riduzione del danno, si guardano intorno e vedono nel modello inglese la coscienza politica che vorrebbero permeasse ogni parlamentare italiano. Non possiamo credere che si stiano riproponendo atteggiamenti noti e sempre biasimati, da Lei in primis, tipici del passato. Attendiamo una svolta, un segnale che renda incontrovertibilmente chiaro che, al primo posto negli interessi delle Istituzioni, ci sia il cittadino.
Quella che Lei considera una vittoria per il settore è, a nostro avviso, solo un piccolo passo in avanti, sarebbe una vittoria se l’imposta di consumo sui liquidi da inalazione fosse, come da Lei promesso in più di un’occasione, azzerata ed il famigerato “62-quater”, completamente cancellato. Non sono poche migliaia gli svapatori in Italia, ma più di un milione… e non saranno poche migliaia gli ex fumatori che si vorranno liberare da una dipendenza mortale e saranno impossibilitati a farlo se persisterà l’attuale imposta, ci ritroveremo come intrappolati in un circolo vizioso e ben lontani dai nostri vicini europei dove la sigaretta elettronica è materia regolamentata dai Ministeri della Salute perché è di ciò che si tratta, di salute del cittadino che è un Diritto sancito dall’art. 32 della Costituzione. La nostra preoccupazione come consumatori e quindi primi beneficiari di questo straordinario prodotto, è che persistendo l’attuale imposta, un fumatore che voglia smettere, si troverà ancora di fronte a cattiva informazione, impossibilità di reperire liquidi pronti ad un prezzo ragionevole e cecità da parte delle Istituzioni.
Questo settore è come un malato terminale a cui, allo stato attuale, si stanno curando solo gli effetti della malattia ma non la malattia stessa che nella fattispecie si chiama imposta di consumo.
Pertanto ci auguriamo che l’articolo 7 inserito nel Decreto legge Fiscale sia soltanto il primo passo per portare questo settore al giusto riconoscimento dovuto, promuovendolo, incentivandolo e anche regolamentandolo ma non certo da enti come AAMS che si occupano esclusivamente di aspetti economici e di riscossione trascurando l’aspetto più importante: la Salute“.