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di Stefano Caliciuri

Le dichiarazioni dell’onorevole Comaroli non sono passate inosservate. L’annuncio di voler abbassare l’imposta sui liquidi da inalazione del 95 per cento, portandola da 3,9 euro a 0,39 euro per 10 millilitri ha provocato reazioni differenti. Ma non tutte positive. Tra coloro che nutrono dubbi e spingono verso l’azzeramento dell’imposta c’è l’associazione di produttori, catene e distributori di sigarette elettroniche Coiv. Per voce del presidente Dario Colaianni ha diramato il seguente comunicato stampa.

Nel 2017 fu la pronuncia sulla tassazione dei liquidi a zero a dare il salve conclusosi per il nostro settore con il  pieno assoggettamento ad AAMS, il divieto degli online e via elencando. Sembrano passati anni luce eppure oggi assistiamo a qualcosa di simile. In un rapido succedersi prima membri della maggioranza  preannunciano una riduzione della tassa apparentemente oblivi del fatto che fu promessa la sua eliminazione, e subito dopo viene pubblicata la sentenza del TAR che affievolisce le speranze degli store online, sembra un monito per far abbassare la aspettative, un bisbiglio che dice  “accontèntati”. Ma ripercorriamo le ultime ore. Sono alcuni giorni che da esponenti della maggioranza ci arriva uno sbigottito quesito “perchè c’è preoccupazione nel settore? stiamo facendo quello che ci avete chiesto: abbasseremo  la tassa. Fateci  sapere cosa veramente volete. Ebbene tempestivi nella riunione di ieri fra COIV che rappresento, UNIECIG ed ANAFE, producevamo comunicato congiunto prontamente reso pubblico in cui dicevamo quello che  chiediamo come settore, ossia che il documento sottoscritto dall’allora onorevole Salvini, oggi vicepremier fosse realizzato, che fosse dunque eliminata “l’imposta in attesa di una tassazione organica europea”, insieme alla rimozione del divieto di vendita online, dell’assoggettamento ad  AAMS, e ad una discussione sul pregresso. Quello che vuole il settore è stato firmato e controfirmato ed ero felice di essere sul punto di poter far pervenire nuovamente questa istanza a chi ci interrogava sulle nostre richieste (zero tassa, fuori dai monopoli, codice Ateco, spalmatura ventennale del debito pregresso, nrd ) Oggi vedo che hanno preferito rispondersi da soli, poco male il comunicato congiunto lo avranno comunque. A chi oggi plaude alle affermazioni del politico  quando prima afferma che la sigaretta elettronica è chiaramente meno dannosa ma poi contraddicendosi continua a difendere il suo assoggettamento ad un’imposta di consumo aggiuntiva, dico che gioisce di una vittoria tattica e momentanea. Far conseguire a quella affermazione la conclusione logica che l’ecig vada  premiata come avviene nel Regno Unito,  è questa la vittoria strategica che perseguo, perchè vera, giusta e rispettosa della salute dei cittadini. Ovvio che fra una scelta binaria tra tassa piena e tassa ridotta nulla quaestio sia quest’ultima da abbracciare, è migliorativa rispetto al disastro attuale. Ma quel plauso, quell’accontentarsi equivale a dare un alibi al politico: potrà dire che le restrizioni che impediscono al nostro settore di espandersi in Italia, esistono perchè è stato il settore stesso a benedirne l’attuazione. Ed io a questo dico no“.