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Philip Morris porta in tribunale il governo della Corea del Sud

La multinazionale del tabacco chiede che siano resi noti i dettagli di uno studio che aveva riscontrato diversi cancerogeni e alte quantità di catrame nei riscaldatori di tabacco.

Il colosso del tabacco Philip Morris International ha fatto causa al governo della Corea del Sud, chiedendo che vengano resi pubblici i dettagli di uno studio che ha identificato sostanze nocive nei riscaldatori di tabacco. Lo scorso giugno il Ministero per la sicurezza del cibo e dei medicinali di Seoul annunciò i risultati delle analisi condotte su tre riscaldatori di tabacco, la Iqos di Philip Morris Corea Inc., Glo di British America Tobacco e Lil della sudcoreana KT&G. Le autorità sanitarie dichiararono di aver riscontrato la presenza di cinque cancerogeni di gruppo 1, anche se in misura notevolmente inferiore alle sigarette tradizionali. Avevano rilevato, inoltre un cancerogeno del gruppo 2 e in due prodotti su tre una quantità di catrame addirittura superiore alle sigarette di tabacco. Su queste basi, il governo coreano bocciava sonoramente il nuovo prodotto, giudicandolo non adatto a chi volesse smettere di fumare.
PMI ha ribattuto citando studi condotti in Germania, Giappone e Cina a sostegno della minore nocività del suo riscaldatore rispetto al tabacco combusto e contesta che lo studio del Ministero si sia concentrato sul catrame, che non ha senso senza nel caso delle sigarette tradizionali ma non – secondo PMI – in assenza di combustione. Dunque probabilmente preoccupata dalla flessione di vendite del suo riscaldatore che si sono avute dopo la presa di posizione delle autorità sanitarie, in un mercato che si stava dimostrando più che promettente, la multinazionale è passata al contrattacco. Con la decisione singolare di passare alle vie legali contro un governo, chiedendo appunto, la pubblicazione delle informazioni dettagliate sui test condotti dal ministero. Allo scopo di trovarvi delle falle, si presume.

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