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di Barbara Mennitti

Sappiamo che gli interventi normativi attuati in questi anni sono stati dettati esclusivamente da ragioni di cassa, circostanze che, sia pur comprensibili nell’attuale congiuntura economica, hanno trascurato un fattore importante, ossia la necessità di un approccio anche in termini di tutela della salute pubblica per una corretta regolamentazione del settore”. A parlare del settore della sigaretta elettronica e della necessità di passare da un approccio fiscale a uno più attento alla salute dei fumatori è la senatrice di Forza Italia Maria Rizzotti, medico chirurgo, parlamentare da tre legislature e membro della Commissione igiene e salute del Senato. L’attenzione di Rizzotti per la questione sigarette elettroniche non è nuova. Nell’ottobre del 2016, infatti, la senatrice partecipò al workshop organizzato a Roma dalla fiera di settore Vapitaly e dalla rivista Strade. L’anno seguente, invece, intervenne al convegno dal titolo “Un futuro senza sigarette”, organizzato sempre a Roma dall’associazione dei produttori Anafe.
Oggi torna a parlare di ecig commentando gli orientamenti normativi internazionali: “Nonostante la comunità scientifica concordi sul ritenere la combustione la principale causa delle patologie legate al fumo – afferma Rizzotti – si sta adottando a livello europeo una posizione piuttosto restrittiva per i prodotti di nuova generazione, in quanto vengono interpretati più come una minaccia che come un’opportunità. Tale atteggiamento non considererebbe quindi i progressi dell’innovazione tecnologica e rischierebbe di raggiungere risultati contrari a quelli che l’Oms si prefigge e cioè contrastare il consumo di sigarette tradizionali al fine di diminuire malattie e decessi legati al fumo”.
Ma aldilà della situazione internazionale, la senatrice azzurra si sofferma anche sulla storia del settore nel nostro Paese: “Abbiamo assistito – spiega – ad un vero boom con l’apertura di oltre novemila negozi tra il 2011 e il 2012 che poi nel tempo si è affievolito con la chiusura di oltre l’80 per cento di questi già nel 2014. Questo oltre a testimoniare come i consumatori chiedano alternative alle sigarette tradizionali e siano aperti a nuove possibilità, ha delineato però la volontà del consumatore a pretendere rigorosi standard di qualità e sicurezza del prodotto e devo dire che grazie anche all’infallibile lavoro condotto dai Carabinieri del Nas e alle Associazioni dei consumatori, le aziende che hanno introdotto nel mercato un buon prodotto, alla fine sono quelle che resistono nonostante il legislatore abbia in qualche modo influenzato il mercato attraverso interventi legislativi non sempre mirati a sostenere la vendita del prodotto stesso”.
E dopo aver ricordato, come riportato in apertura, che in Italia la questione sia stata trattata come un problema fiscale più che di salute – con conseguenze anche pesanti: “È aumentato il consumo di sigarette tradizionali (incluse quelle provenienti dal mercato illegale) e si sono ridotti in maniera significativa i posti di lavoro nell’indotto” – Rizzotti auspica un atteggiamento diverso per il futuro e impegna il suo gruppo. “Mi auguro che già nella prossima legge di Bilancio – conclude la senatrice – possa essere trovata una soluzione equa che vada nella direzione auspicata da imprese e cittadini. Il mio gruppo e il mio partito sarà attento a tutte le istanze e vigilerà affinché l’Italia possa avere finalmente un quadro regolamentare certo, chiaro e appropriato al settore delle e-cigarette a vantaggio sia dei consumatori finali, i quali sarebbero più garantiti sotto il profilo della tutela della salute oltre che nella libertà di scegliere il prodotto che desiderano, sia dei molti operatori che in questi anni hanno avviato iniziative produttive e commerciale investendo in queste attività risorse finanziarie e umane”.