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di Pierluigi Mennitti

GermaniaDal rapporto governativo sulle dipendenze primi riconoscimenti per l’ecig
Le riviste di settore parlano di svolta, anche se con una certa prudenza. Il rapporto governativo 2017 su droghe e dipendenze contiene novità interessanti sul versante della sigaretta elettronica. Se fino allo scorso anno si indugiava sulla mancanza di analisi e informazioni sugli effetti del vaping sul lungo periodo, quest’anno i rapporto aggiunge una frase che anticipa un cambio di atteggiamento: “C’è tuttavia da ritenere che, a causa della minore quantità di sostanze nocive presenti nella vaporizzazione rispetto al tabacco, la sigaretta elettronica sia meno dannosa“. Il rapporto resta prudente anche sull’efficacia dell’ecig come strumento per ridurre o smettere di fumare, ma riconosce che questa motivazione sia presente in molti fumatori che si avvicinano al vaping. Non siamo certo al deciso posizionamento del mondo britannico, ma qualcosa si muove anche nella lenta e letargica Germania.

TunisiaIl vaping in mano al monopolio di Stato favorisce solo il contrabbando
Vi ricorda un’altra storia? Nel momento in cui il mercato tunisino del vaping fiorisce, passando dalla fase embrionale a un business che impegna tanti piccoli commercianti, piomba la legge che assegna all’agenzia di Stato (in Tunisia la RNTA) il monopolio dell’intero mercato. E dal 2014, anno in cui la decisione è stata annunciata, tutto è bloccato, lo Stato non prende decisioni, i ricorsi si arenano nelle maglie dei ritardi burocratici e l’unica cosa che è tornata a fiorire è il contrabbando. La rivista finanziaria Business News ha analizzato lo stato delle cose in un articolo questa settimana, in cui si raccontano sul campo le difficoltà dei singoli commerciati di ecig stretti fra burocrazia e illegalità.

ThailandiaI vapers chiedono l’intervento del difensore civico
Possedere una sigaretta elettronica in Thailandia può costare dieci anni di prigione e un’ammenda pari a 26mila euro per importazione di oggetto illecito. Dal dicembre 2014 la giunta militare ha vietato la produzione di prodotti del vaping e non sono mancati arresti fra i cittadini. Ora un gruppo di vapers thailandesi, raccoltosi attorno all’associazione End Cigarette Smoke Thailand (ECST) hanno chiesto l’intervento del difensore civico (l’Ombudsman) per provare a mettere un freno alla repressione delle autorità contro lo svapo e a rivedere la legge sul divieto. In diversi Paesi  l’Ombudsman svolge un ruolo di mediazione ufficiale fra cittadini e potere pubblico.

GermaniaFra gli svapatori prevale l’uso duale
Meno del 2% della popolazione al di sopra dei 15 anni utilizza in Germania regolarmente la sigaretta elettronica. Il dato emerge da un monitoraggio della Debra Germania effettuato ormai qualche tempo fa, tra giugno 2016 e novembre 2017, dal quale risulta anche che solo un quarto dei Dampfer (gli svapatori tedeschi) è un utilizzatore unico, cioè non fuma anche tabacco. In Germania il vaping è principalmente consumato nel cosiddetto dual use, in combinazione con sigarette o sigari, hanno specificato i ricercatori.

UsaPer ricercatori della Northwestern University l’ecig non è un diverso tipo di sigaretta
Le sigarette elttroniche non devono essere trattate come un diverso tipo di sigarette ma come un prodotto del tutto separato. È la conclusione cui è giunto un gruppo di ricercatori della Northwestern University di Chicago che hanno esaminato differenti studi sull’ecig per comprendere meglio come finora è stato trattato questo nuovo strumento. Una delle differenze principali si ritrova nel nome stesso, vaping – ha detto uno degli autori, Matthew Olonoff – giacché gli utilizzatori svapano un liquido piuttosto che fumare nicotina e tabacco attraverso la combustione. Anche il quantitativo di nicotina può variare, a seconda del dosaggio. Insomma le differenze sono troppe per accomunare svapo e fumo. Lo studio, pubblicato su Nicotine & Tobacco Research e approfondito su Sigmagazine, suggerisce un approccio differente agli studi sul vaping e, seppur senza nominarlo, si ricollega alla proposta di Colin Mendelsohn, di cui abbiamo parlato la scorsa settimana: il nome sigaretta elettronica è fuorviante perché troppo legato alla sigaretta tradizionale, meglio usare il termine vaporizzatore.

FranciaRivista sul vaping in esclusiva nelle tabaccherie: un controsenso?
Si chiama “La vape de la carotte”, testualmente più o meno “Lo svapo della carota”, ed è il titolo – che vorrebbe essere ironico e bizzarro – della nuova rivista dedicata completamente al vaping in arrivo nei prossimi giorni nelle tabaccherie francesi. Distribuzione: 250 mila copie. Da tempo i tabaccai francesi vengono sollecitati, principalmente dal loro presidente di categoria, a diversificare i propri prodotti per non morire commercialmente. Naturalmente, legittima la domanda se quello dei tabaccai sia il canale giusto o la novità rappresenti piuttosto un semplice episodio di trasformismo.

Usa/CinaAlla Joyetech rilasciato il primo certificato di sicurezza UL per l’ecig
UL, azienda leader globale nella scienza della sicurezza, ha annunciato di aver rilasciato il primo certificato UL 8139 Standard, uno standard di sicurezza che valuta i sistemi elettrici e delle batterie delle sigarette elettroniche. Ad aver ottenuto questo primo certificato è la cinese Joyetech, uno dei principali produttori mondiali di ecig e vaporizzatori in genere. Lo standard in questione è riconosciuto dall’American National Standard Institute e dallo Standard Council of Canada, agenzie votate al controllo della sicurezza dei sistemi elettrici e delle batterie dei device elettronici.

FranciaA ottobre e marzo i prossimi scatti di aumento delle sigarette
In attesa del prossimo aumento dei pacchetti di sigarette alla fine di questo mese, il governo francese ha annunciato la proroga di un mese dello scatto successivo, previsto originariamente per febbraio 2019 e ora spostato a marzo. Gli aumenti graduali fanno parte del piano antifumo dell’esecutivo, che prevede di portare il costo definitivo di un pacchetto di sigarette a 10 euro entro il 2020. Meno pubblicizzato è anche l’obiettivo di accrescere le entrate fiscali e, tra le tante opzioni possibili, quella di tassare il tabacco è tra le più semplici, dal momento che il fumo non gode certo di una grande pubblicità in questo periodo. Lo scatto di marzo 2019 porterà nelle casse statali francesi ulteriori 25 milioni di euro. Ma secondo i dati forniti nei mesi scorsi dal ministero della Sanità, il rincaro sta contribuendo anche a far diminuire il numero dei fumatori.

BirmaniaQuasi il 60% dei decessi sono legati all’utilizzo del tabacco
È del 59% la percentuale dei decessi che sarebbero legati all’uso del tabacco in Birmania. Lo ha riferito il ministro della Salute del paese asiatico Mynt Htwe, annunciando misure politiche per fronteggiare quella che appare una vera e propria emergenza sanitaria. Il ministero lancerà una campagna nazionale, volta a sensibilizzare i fumatori sui rischi alla salute e adotterà misure per il controllo della vendita di prodotti del tabacco, fra cui il tabacco da masticare, particolarmente diffuso in Birmania.

UsaI venerdì neri in borsa delle multinazionali del tabacco
Le prospettive nere per il mondo del tabacco continuano a ripercuotersi sulle quotazioni azionarie delle multinazionali del settore. Non basta la forte presenza nei mercati in via di sviluppo, come Asia e Africa, a compensare il calo – a volte rovinoso – del business nei Paesi più sviluppati (quindi anche con i mercati più ricchi). I media finanziari evidenziano cali di borsa anche in questo avvio di autunno: una settimana fa -4% per BAT (Camel, Dunhill e Lucky Strike), -6% per Imperial Brands (Gauloise, Peter Stuyvesant etDavidoff).

Emirati Arabi UnitiEcig ufficialmente proibita sui luoghi pubblici
Tra le varie libertà che trovano vita difficile nei Paesi arabi, quella di svapare potrebbe essere considerata tra le meno gravi. E tuttavia non è una buona notizia quella che giunge dagli Emirati Arabi Uniti, dove la sigaretta elettronica verrà bandita dai luoghi pubblici. Le autorità di Dubai hanno dichiarato che all’ecig verrà riservato lo stesso trattamento delle sigarette di tabacco.

Gran BretagnaBAT ridimensiona le stime di vendita di prodotti di nuova generazione
Il secondo colosso mondiale del tabacco in termini di fatturato, British American Tobacco (BAT), ha reso noto questa settimana di aver ridimensionato i propri obiettivi di vendita per il 2018 dei cosiddetti prodotti di nuova generazione, tra cui sono inclusi i riscaldatori di tabacco e le sigarette elettroniche. Due i motivi del calo, come spiegato all’agenzia di stampa Reuters: un mercato più fiacco del previsto in Giappone e il richiamo di alcuni prodotti dagli Usa. Per quanto riguarda il comparto del vaping, BAT ha limato l’obiettivo annuale a 900 milioni di sterline (equivalenti 1,02 miliardi di euro) rispetto al miliardo di sterline precedentemente stimato.

AlgeriaOgni giorno 45 algerini muoiono per malattie legate al fumo
Sono 15mila all’anno i decessi in Algeria in seguito a malattie provocate dal fumo, una media di 45 persone al giorno. È il dato emerso nel corso delle celebrazioni della giornata contro il tabacco, organizzata dal centro ospedaliero-universitario de Tizi Ouzou, una moderna struttura sanitaria realizzato alla metà degli anni Ottanta nella regione di Kabylie, nel nord del Paese a est della capitale Algeri. Il fumo è una piaga ancora molto diffusa in Africa.

GabonCampagna in spiaggia contro il fumo tra i giovanissimi
L’associazione Sos Tabagisme Gabon ha organizzato una tappa marinara nell’ambito della quarta edizione della campagna itinerante denominata “Vacanze senza tabacco”. I volontari dell’organizzazione si sono presentati sulla spiaggia di Libreville, hanno discusso con villeggianti e bagnanti sollecitando una maggiore attenzione e responsabilità specie verso il fumo tra i giovanissimi. In Gabon, queste sono settimane di vacanze scolastiche e le località marinare sono piene di famiglie con i figli. Inizia dalla loro tutela la battaglia per ricondurre verso numeri più accettabili il problema del tabagismo in Africa.

AustriaCresce la protesta per il fumo in bar e caffè
Cresce la pressione di associazioni e gruppi civili in Austria contro la decisione del governo conservatore di rivedere le norme che avrebbero dovuto proibire il fumo nei caffè e nei bar del Paese. L’Austria è uno degli ultimi Stati europei a consentire le sigarette in luoghi pubblici chiusi come bar e caffè, un’eccezione giustificata con la lunga tradizione di fumo in tali luoghi e con il rischio di perdita di incassi. Il precedente governo di Grande Coalizione (socialisti e conservatori) aveva avviato una serie di misure per giungere gradualmente al divieto totale. Ma i nazionalisti, divenuti componente essenziale del nuovo governo di centrodestra, hanno imposto nel programma la revisione del divieto. Le polemiche però non diminuiscono.