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di Stefano Caliciuri

Nessuna tassa sulle sigarette elettroniche. Consentire la vendita dei prodotti on line. Uscire dalla gestione dei Monopoli di Stato. Sono le richieste dell’associazione dei consumatori italiani di sigarette elettroniche (Anpvu) rivolte al governo Conte, offrendo la disponibilità ad un incontro esplicativo tra le parti. Firmata dal presidente Carmine Canino, nella comunicazione si fa anche accenno ad analoga comunicazione inoltrata nei giorni scorsi dalla rete internazionale dei consumatori di nicotina Innco, della quale Anpvu fa parte.
Questo il testo integrale della lettera inviata non soltanto al premier Conte ma anche ai due vicepremier Salvini e Di Maio, il sottosegretario Giorgetti e i presidenti delle commissioni parlamentari competenti nelle materia economiche e di bilancio.

Preso atto della attuale mancata inclusione in legge di bilancio della riforma abrogativa già promessa in tema di regime fiscale relativo ai liquidi da inalazione, riproponiamo con forza la richiesta che si provveda urgentemente in tal senso.
La nostra Associazione non ha mai creduto nella logica della “battaglia silente” che sinora non ha portato ad alcun risultato, pertanto continueremo con sempre maggior vigore a reclamare i diritti dei consumatori – in primis il diritto alla salute costituzionalmente garantito all’art. 32 – gravemente pregiudicati dall’attuale regime normativo, come recentemente riproposto al Governo, in data 2 novembre u.s., dalla Rete Internazionale dei Consumatori INNCO di cui orgogliosamente siamo membri. A dispetto delle promesse elettorali espressamente manifestate, non vi è stato al momento alcun regime di discontinuità rispetto al precedente governo, se è vero che, accanto alla normativa che permane immodificata, da un lato il Ministero della Salute continua ad ignorare il tema, dall’altro permane la totale indifferenza da parte delle Istituzioni nei confronti dei Consumatori di vaporizzatori personali. Allo stato attuale, la generalità dei consumatori subisce una irragionevole barriera all’ingresso del mercato del vaping, determinato da un’imposta irragionevole e abnorme; nel contempo alla generalità dei consumatori è negata in qualsiasi forma una informativa corretta e veritiera che espliciti con trasparenza la enorme riduzione del danno derivante dalla sostituzione delle sigarette analogiche con le e-cig. 
In un simile contesto, riteniamo che le Istituzioni possano e debbano profondamente ripensare al ruolo da attribuirsi al “vaping” ed alla sigaretta elettronica, la cui regolamentazione “punitiva”, tradisce ad oggi una totale ed ingiustificata equiparazione alla “sigaretta analogica”, in primis per tramite della esorbitante imposta di consumo prevista all’art. 62 quater d.lgs. 504/95 e gravante sui “liquidi da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina” determinata in modo illogico ed irrazionale secondo, per l’appunto, un criterio di equivalenza con le sigarette “analogiche”. I circa 1,3 milioni di consumatori (Fonte Ministero della Sanità) non si accontenteranno di vedere che aziende e produttori hanno ricevuto agevolazioni economiche. Pretendono giusta informazione, la possibilità di accedere con semplicità e senza sforzi economici ad uno strumento per la riduzione del danno, si guardano intorno e vedono nel modello inglese la coscienza politica che vorrebbero permeasse ogni parlamentare italiano. 
Non possiamo credere che si stiano riproponendo atteggiamenti noti e sempre biasimati, da Lei in primis, tipici del passato. Attendiamo una svolta, un segnale che renda incontrovertibilmente chiaro che, al primo posto negli interessi delle Istituzioni, ci sia il cittadino. Proprio questi sono i temi che lasciano maggiormente perplessi: d’accordo i cavilli, la burocrazia, i tecnicismi, ma perché continuare ad ignorare gli attori della filiera estromettendoli da qualsiasi possibilità di dialogo ed interazione? Ci permettiamo di sottolineare che la mancata attuazione delle promesse elettorali, costituirebbe una imperdonabile aggravante, portando ulteriore nocimento alle aziende che in buona fede proprio su di esse hanno confidato, mantenendo impegni ed investimenti, come a dire: oltre al danno la beffa. Per non parlare del fatto che, stando così le cose, a gennaio l’imposta di consumo subirebbe addirittura un aumento. La nostra preoccupazione come Consumatori e quindi primi beneficiari di questo straordinario prodotto, è che persistendo l’attuale imposta, un fumatore che voglia smettere, si troverà ancora di fronte a cattiva informazione, impossibilità di reperire liquidi pronti ad un prezzo ragionevole e cecità da parte delle Istituzioni. 
Pertanto ci auguriamo che l’articolo 8 inserito nel Decreto legge Fiscale sia soltanto il primo passo per portare questo settore al giusto riconoscimento dovuto, promuovendolo, incentivandolo e anche regolamentandolo ma non certo da enti come ADM (già AAMS) che si occupano esclusivamente di aspetti economici e di riscossione trascurando l’aspetto più importante: la Salute. Alla luce di quanto sopra, ricordando la fiducia accordataVi nel veicolare il messaggio da Voi portato in sede di campagna elettorale, riproponiamo con forza la richiesta dell’abolizione totale della tassa sui liquidi da inalazione, l’uscita da AAMS ed il reintegro del commercio on-line oltre che chiedere di essere coinvolti a pieno titolo nei processi decisionali unitamente alla possibilità di poter instaurare con il Governo ed il Ministero della salute un dialogo costruttivo. Rendendoci disponibili ad un non più rinviabile incontro restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento“.