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di Stefano Caliciuri

Non soltanto emendamenti della Lega volti a favorire a sostenere il settore della sigaretta elettronica. Anche da sinistra sono stati presentati proposte di cambiamento al testo del decreto legge fiscale in fase di approvazione al Senato. Le ipotesi però non sono volte a rimodulare l’imposta di consumo o a consentire la libera vendita di liquidi senza nicotina, ma a impedire che le aziende possano rateizzare e vedersi scontato il debito pregresso con il fisco.
Sia il gruppo del Partito Democratico (con le fime dei senatori D’Alfonso, Bonifazi, Comincini, Grimani, D’Arienzo) che di Liberi e Uguali (con i senatori Grasso, De Petris, Errani, La Forgia) hanno presentato emendamenti volti a cancellare per intero l’articolo 8 del decreto fiscale, ovvero quello che consente alle aziende di rinegoziare il debito pregresso con il fisco. Ma, visto che difficilmente sarà approvato dalla maggioranza dei senatori, i due gruppi dell’opposizone hanno depositato altre modifiche sostanziali al testo di legge. Prima su tutte lo sconto del 95 per cento sul debito che invece vorrebbe che sia pagato per intero. Quindi, vorrebbero che il debito venisse pagato in 24 rate e non in 120 come invece risultante dal decreto legge fiscale. Terza ipotesi emendativa, l’obbligo di versare tutto il debito (senza possibilità di rinegoziazione) nel caso in cui l”azienda saltasse il pagamento di una sola rata, non sei come invece prevede il testo del governo.