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di Barbara Mennitti

Arrivano le prime misure della Food and Drug Administration per porre un freno a quella che il commissario Scott Gottlieb ha definito, con grande enfasi, “un’epidemia del vaping fra i giovani”. E, sebbene sui dati di questa diffusione non esiste un’unanimità a livello scientifico, ormai il problema viene sentito come urgente e reale dall’opinione pubblica americana, complice anche una campagna di stampa che va avanti martellante da mesi. Dunque dopo aver inviato lettere ai maggiori produttori di ecig e dopo che Altria, di sua iniziativa, ha annunciato di voler interrompere la vendita di eliquid e pod aromatizzati negli Stati Uniti, anche l’Agenzia sarebbe pronta a varare le sue misure.
Secondo l’agenzia di stampa Reuters, infatti, la settimana prossima l’FDA proibirà la vendita di liquidi e cartucce precaricate con aromatizzazioni alla frutta o cremose in tutti i convenience store (quei minimarket dove si trova un po’ di tutto e che sono quasi sempre aperti) e nelle stazioni di servizio del Paese. In questi esercizi commerciali si potranno vendere esclusivamente liquidi al gusto di tabacco, menta e mentolo, gli stessi ammessi per le sigarette di tabacco. Il divieto non riguarderà – svela sempre Reuters – i negozi specializzati in sigarette elettroniche, che potranno continuare a vendere tutte le aromatizzazioni esistenti. L’agenzia, inoltre, sta studiando delle misure più severe per assicurarsi che gli shop online di prodotti per il vaping verifichino la maggiore età degli acquirenti.
È una mossa, quella dell’FDA, che può essere interpretata in maniere diverse. Da una parte, il fatto che il divieto non si estenda ai vape shop, sembra dimostrare che l’agenzia non ritiene che siano loro il ventre debole della catena, né i principali responsabili delle vendite ai minori. E, a fronte dei timori di un divieto totale dei liquidi aromatizzati, questa è una buona notizia, che non annienta un mercato e lascia un margine ai fumatori adulti. Dall’altra la scelta limita certamente le possibilità del consumatore di approvvigionarsi dei suoi liquidi preferiti, così come quella dei fumatori di venire in contatto con un prodotto che si stacca totalmente, anche per sapori e suggestioni da quello del tabacco.
Per il momento il vero sconfitto appare essere Juul, l’azienda che detiene la più grande fetta del mercato statunitense del vaping, grazie alla sua piccola pod mod con liquidi fruttati e dolci. Sono le sue pod, insieme a quelle delle major del tabacco, che sono largamente diffuse nei convenience store e nelle stazioni di rifornimento. E per un’azienda che, al contrario di Big Tobacco, non ha altri prodotti ad alto rendimento, questo divieto rischia di essere un colpo letale. Che poi, forse, è proprio quello che si voleva.