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di Stefano Caliciuri

Secondo quanto diffuso dall’associazione dei consumatori Anpvu, l’imposta di consumo sui liquidi da inalazione sarà rimodulata al ribasso ma rimarrebbe anche su quelli senza nicotina. L’emendamento presentato dalla Lega dovrebbe essere riformulato in sede di discussione e votazione in Commissione Finanze nella serata di lunedì 19. Tra l’altro, secondo l’indiscrezione, i liquidi rimarrebbero sotto tutela Aams e non sarà neppure introdotto un codice Ateco per il settore, visto che la competenza è europea e non nazionale. A diffondere l’anteprima è stato Carmine Canino, presidente dell’associazione dei consumatori di sigarette elettroniche Anpvu che non ha perso tempo a contattare le forze di governo per esprimere disappunto sull’indiscrezione. Qualora il Governo decidesse di lasciare tutti i liquidi per inalazione sotto il regime di Monopolio, ma soprattutto oppressi da un’imposizione fiscale anche sui senza nicotina – scrive Canino – sarebbe una enorme sconfitta per l’intero Settore del vaping italiano, sarebbe la conferma che al Governo non sta a cuore la salute dei cittadini, che non interessa rendere facilmente accessibile uno strumento per la riduzione del danno e, cosa ancora più grave, denoterebbe la convinzione da parte delle Istituzioni che il vaping in Italia è un comparto da considerare un mero mezzo per introitare. Glicole propilenico e glicerolo vegetale sono impiegati in mille usi e facilmente reperibili in farmacia e non tassati, per non parlare poi degli aromi alimentari. In passato il Governo italiano si è sempre approcciato a questo tema mettendo in atto politiche economiche volte solo ad introitare dal comparto dei produttori, dei lavoratori e dei consumatori del settore, trascurando l’informazione in materia medico scientifica e la tutela della salute dei cittadini – sancito costituzionalmente dall’articolo 32 – che è ed avrebbe dovuto essere tema primario di ogni dibattito. Anche la recente presa di posizione dell’Oms costituisce uno “scampato pericolo”, di fronte al quale il Vostro impegno non può che intensificarsi affinché possa definitivamente passare una corretta qualificazione dei liquidi da inalazione, quali attuale strumento “principe” di riduzione del danno. Essendo a rischio sopravvivenza un intero settore, seppur piccolo, dell’economia italiana, le urgenti e prioritarie aspettative che la nostra Associazione pretende oggi da questo Governo sono quelle di vedere finalmente anche lo Stato Italiano approvare e condividere politiche atte a favorire, rilanciare, promuovere ed incentivare il settore del vaping.
In che modo ci si aspetta che un Consumatore che voglia passare al vaping per non subire gli effetti dei danni fumo correlati, si faccia vessare da una tassazione su prodotti di così larga diffusione? Siamo stupiti dall’ingenuità delle Istituzioni ed indignati per quello che sarebbe un modo inefficace per eliminare il vaping ma efficacissimo per la completa distruzione di un settore economico in crescita e che rappresenta un’altra eccellenza del nostro Paese. Alla luce di quanto sopra – conclude la missiva di Canino – ricordando ancora una volta la fiducia accordatavi nel veicolare il messaggio da voi portato in sede di campagna elettorale, riproponiamo con forza la richiesta dell’abolizione totale della tassa sui liquidi da inalazione, l’uscita da Aams ed il reintegro del commercio on-line oltre che chiedere di essere coinvolti a pieno titolo nei processi decisionali unitamente alla possibilità di poter instaurare con il Governo ed il Ministero della Salute un dialogo costruttivo”.