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di Barbara Mennitti

I fumatori che sono regolarmente a contatto con persone che utilizzano la sigaretta elettronica hanno maggiori probabilità di avere una forte motivazione a smettere (il 16,2 per cento) rispetto a quelli che non lo sono (14,2 per cento). E fra i primi si registra anche un maggior numero di tentativi di smettere fatti nel passato (32,3 contro 16,8 per cento). Lo dice uno studio condotto su quasi 13mila fumatori che hanno partecipato allo Smoking Toolkit Study (un monitoraggio governativo sulla diffusione del tabagismo in Gran Bretagna) fra il novembre 2014 e il maggio 2018 e appena pubblicato su BMC Medicine. Il lavoro è stato coordinato da Sarah E. Jackson della University College London, che spiega come un fumatore su quattro è esposto all’uso regolare delle ecig da parte di terzi e questo fa anche raddoppiare la possibilità che passi allo strumento di riduzione del danno.
Lo studio in questione è importante perché da molte parti si sono levate delle accuse contro il vaping, secondo le quali l’uso dell’elettronica ri-normalizzerebbe il fumo e – di fatto – dissuaderebbe i fumatori dalla cessazione. Queste tesi erano state supportate, spiega Jackson, da piccoli esperimenti, nei quali si chiedeva a fumatori di guardare un video in cui qualcuno svapava, registrando poi che il fumatore aveva maggiore desiderio sia di utilizzare l’ecig che di fumare sigarette tradizionali. Ma lo studio di Jackson e del suo team, condotto su un ampio campione, sembra mettere la questione in una diversa prospettiva.
È probabile – spiega la dottoressa – che l’impatto di una singola esposizione ad uno sconosciuto che usa l’ecig sia diverso dall’impatto di una esposizione regolare all’uso dell’elettronica da parte di una connessione social importante, come un amico, un parente o un collega”. E, continua sempre l’autrice, lo studio serve anche a valutare in quale misura test sperimentali possano davvero rispecchiare situazioni reali.