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di Barbara Mennitti

La sigaretta elettronica è la migliore alternativa non solo per smettere di fumare, ma anche per non ricadere nel tabagismo dopo un momentaneo sbandamento, cioè dopo la classica sigaretta occasionale. Ad affermarlo uno studio condotto da Caitlin Notley e dal suo staff di ricerca della East Anglia University e pubblicato su Drug and Alcohol Review. Notley e i suoi colleghi hanno intervistato un campione di 40 vaper britannici e hanno raffrontato la loro esperienza con i tentativi di smettere fatti in passato.
E hanno scoperto quello che molti utilizzatori di sigaretta elettronica sanno. E cioè che, mentre quando si smette di fumare senza ausilio dell’ecig la sigaretta occasionale significa quasi certamente una ricaduta nel tabagismo, “avere la piacevole alternativa del vaping – si legge nello studio – significa che tornare a fumare non è inevitabile”.
Molto spesso per i vaper, anzi, la scelta di “farsi una sigaretta” è intenzionale e contestualizzata, per esempio in determinate situazioni sociali, ed è percepita quasi come un’indulgenza. E anche quando non è intenzionale – spiega Notley – scatena una reazione emotiva negativa, che rafforza l’intenzione di astenersi dal tabacco. Soprattutto perché si ha un’alternativa che dà soddisfazione.
Le momentanee ricadute, riportano i vaper intervistati, avvengono spesso in situazioni che prima erano associate al fumo, per esempio quando ci si trova in compagnia a bere qualcosa. Oppure sono dovute a problemi contingenti, come la batteria dell’ecig scarica. C’è ancora chi racconta di aver fumato per sfida, per mettersi alla prova, sentendosi abbastanza forte da non ricadere nella vecchia abitudine.
La reazione al tabacco per la stragrande maggioranza degli intervistati è spiacevole, per quanto riguarda il gusto, l’odore e la sensazione provata e rafforza la scelta fatta in favore dell’elettronica. Molti intervistati avevano già provato a smettere di fumare in passato e ricordavano come “si cominciava con la sigaretta occasionale, poi un paio di più e poi si ritornava a dieci al giorno”. Cosa che non accade più con il vaping, che anzi molti intervistati giudicano “meglio del fumo” per la varietà di gusti e di opzioni e che, sottolineano altri, soddisfa anche la gestualità e la ritualità dell’ex fumatore.