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La sigaretta elettronica riduce drasticamente i danni del tabacco

Nuovo studio sui prodotti di nuova generazione che non comportano la combustione, presentato la scorsa settimana alla Conferenza annuale della Society for Research on Nicotine and Tobacco (SRNT) svoltasi a San Francisco.

Marcata diminuzione del grado di citotossicità, irrilevanti gli effetti di mutagenicità, nessun effetto genotossico delle sigarette elettroniche rispetto alle sigarette tradizionali: sono queste le principali evidenze emerse da un nuovo studio sui prodotti di nuova generazione che non comportano la combustione del tabacco, presentato la scorsa settimana alla Conferenza annuale della Society for Research on Nicotine and Tobacco (SRNT) svoltasi a San Francisco. La ricerca, condotta da un team di esperti – Kathryn Rudd, Roman Wieczorek, Edgar Trelles Sticken, Jutta Pani, Ole Dethloff e Matthew Stevenson – è stata promossa dal gruppo Imperial Brands. I prodotti testati dalla ricerca sono stati:  il dispositivo myblu, alimentato con pod precaricati di liquidi contenenti o meno nicotina, una sigaretta Kentucky, un riscaldatore di tabacco disponibile sul mercato tedesco e un device ibrido commercializzato in Romania. La sigaretta elettronica scelta proveniva dal mercato britannico ed è stata alimentata con pod all’aroma di tabacco con un contenuto nicotinico dell’1,6%. Oggetto dello studio è stata la tossicità delle emissioni, valutata dal punto di vista chimico e “in vitro”. Un laboratorio accreditato ha quantificato le emissioni in termini di catrame, nicotina, monossido di carbonio e altre sostanze nocive associate al fumo, quali acetaldeide, acroleina, benzene.
Per quanto riguarda l’analisi del vapore, sono emerse le seguenti evidenze:
Presenza di particolato: nell’immagine le emissioni di cinque sigarette messe a confronto con quelle derivanti da 5 stick di un riscaldatore di tabacco (10 tiri per stick), un blocco di 50 tiri di un prodotto ibrido e uno, sempre di 50 tiri, della sigaretta elettronica myblu.
Livello di catrame, nicotina e monossido di carbonio: il livello medio di nicotina per tiro è di 175,5 milligrammi nel caso della sigaretta tradizionale, di 160 milligrammi per il riscaldatore di tabacco, di 22,9 milligrammi per il prodotto ibrido e di 85,4 per myblu
Altre componenti nocive: rispetto ad una sigaretta tradizionale, è stata registrata una riduzione del 92% per il riscaldatore di tabacco e di oltre il 99% per gli altri due prodotti senza tabacco.
Per quanto riguarda l’analisi tossicologica in vitro, sono emerse le seguenti evidenze:
Citotossicità(effetto in grado di danneggiare le cellule): il vapore di tutti i prodotti di nuova generazione ha rivelato diminuzioni marcate del grado di citotossicità rispetto ad una sigaretta tradizionale. La sigaretta elettronica utilizzata è caratterizzata da un livello basso di citotossicità rispetto agli altri prodotti.
Mutagenicità: il fumo di sigaretta tradizionale si è rivelato altamente portatore di mutagenicità, mentre per quello di un riscaldatore di tabacco è stato riscontrato un livello inferiore. Non rilevanti gli effetti registrati per il vapore di un prodotto ibrido e della sigaretta elettronica myblu.
Genotossicità (capacità di danneggiare l’informazione genetica di una cellula): una sigaretta genera un significativo effetto genotossico dal primo tiro, inferiore per un riscaldatore di tabacco. Nessun effetto significativo è stato invece registrato per il prodotto ibrido e per la sigaretta elettronica.
La ricerca conclude dunque che sono riscontrabili chiari effetti citotossici, mutagenici e genotossici legati al fumo di sigaretta tradizionale, effetti che sono stati rilevati a livelli molto inferiori per i riscaldatori di tabacco.
Myblu – si legge nelle conclusioni dello studio promosso da Imperial Brands – dimostra un grado significativamente limitato di potenziale tossicità, confermando i risultati derivanti da altri studi scientifici secondo i quali rappresenta un prodotto a rischio ridotto rispetto alle sigarette tradizionali“.

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