Testata giornalistica destinata agli operatori del settore delle sigarette elettroniche - Registrazione Tribunale di Roma: 234/2015; Registro Operatori della Comunicazione: 29956/2017 - Best Edizioni srls, viale Bruno Buozzi 47, Roma - Partita Iva 14153851002
Categoria Salute centrale DEA – 728 x 90

Ricerca dimostra l’efficacia degli aromi nelle sigarette elettroniche

Se non esistessero i liquidi aromatizzati, solo una minima parte di fumatori sarebbe spinto ad abbandonare la sigaretta tradizionale per passare all’elettronica.

Se la produzione e l’utilizzo di liquidi aromatizzati con gusti differenti dal tabacco e dalla menta non venissero consentiti, la diffusione della sigaretta elettronica subirebbe una brusca frenata. Solo una minima parte di fumatori sarebbe spinto ad abbandonare la sigaretta tradizionale per passare all’elettronica mentre la maggioranza continuerebbe a fumare. È la conclusione a cui sono giunti tre ricercatori della Yale University analizzando i dati su un campione di 2031 fumatori adulti.
Le nostre previsioni – commentano i ricercatori – suggeriscono che vietare le aromatizzazioni nelle sigarette elettroniche innalzerebbe il numero di fumatori  (2,7%) e porterebbe all’abbandono della sigaretta elettronica (-7,9%); se addirittura si vietassero i sapori nelle sigarette elettroniche, consentendo però ad esempio il mentolo nelle sigarette tradizionali, si avrebbero risultati ancora più evidenti: i fumatori aumenterebbero dell’8,3% e 10 vaper su cento smetterebbero di utilizzare la sigaretta elettronica”.
Vietare le aromatizzazioni nelle sigarette elettroniche spingerebbe dunque i fumatori a continuare a soddisfare la dipendenza da nicotina attraverso il tabacco combusto. Dare invece la possibilità di poter scegliere aromi differenti dal tabacco garantirebbe al fumatore di abbandonare anche al palato il gusto “originale”. Avrebbe un doppio giovamento: in termini di sapore al palato e in termini di riduzione del danno. È importante però non dare la possibilità ai produttori di sigarette tradizionali di poter aromatizzare il tabacco perché in quel caso il fumatore sarebbe attratto maggiormente dal tabacco.
La ricerca statunitense entra nel dibattito che negli ultimi mesi sta animando l’attività politico-legislativa secondo cui la sigaretta elettronica rappresenterebbe per i giovani la porta d’ingresso al tabacco. In realtà, la visione dovrebbe essere diametralmente opposta: la sigaretta elettronica è uno strumento che in prevalenza viene utilizzato da adulti che, dopo anni di tabagismo, hanno deciso di ricorrere ad uno strumento in grado di ridurre il rischio. Sul fronte dei minori, basterebbe saper garantire il rispetto del divieto di vendita da parte della rete commerciale con appositi e mirati controlli. Nel solo mercato statunitense ad oggi ci sono 7mila differenti referenze aromatiche. “Le sigarette elettroniche – concludono i ricercatori – sono sempre più popolari negli Stati Uniti, ma sono in gran parte non regolamentate. Questo è in contrasto con le sigarette, che sono diventate meno popolari nel tempo, ma sono altamente regolamentate dal governo degli Stati Uniti”.

Articoli correlati