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Il vapore della sigaretta elettronica previene infezioni da virus e batteri (II parte)

La seconda parte dello studio condotto dal professor Molimard e pubblicato in esclusiva da Sigmagazine

(torna alla prima parte dell’articolo del professor Molimard)

Temperatura
Quando viene aspirato in bocca, il fumo di tabacco è caldo, quasi bollente se proviene da una pipa. Durante l’inalazione, la boccata di fumo si mescola a un po’ di aria più fresca. La temperatura dell’aria inalata è importante, perché interagisce con lo sviluppo di germi e virus.
Proseguendo le ricerche del microbiologo francese (e premio Nobel) André Lwoff, due équipe degli istituti Pasteur e Weismann hanno lavorato congiuntamente alla creazione di un apparecchio chiamato Rhinotherm®. Testato scientificamente su 205 pazienti, quest’apparecchio permette di inalare, attraverso le narici, aria umidificata e riscaldata; il conseguente aumento di temperatura della mucosa nasale, che sale a 43°C, è in grado di inibire lo sviluppo virale. Tre sedute di 30 minuti, realizzate a intervalli di 2-3 ore, si sono dimostrate sufficienti a curare una rinite infettiva nel 72% dei soggetti, mentre nel gruppo di controllo non trattato la percentuale è solo del 18%. Anche nei casi di rinite allergica persistente si è osservato un miglioramento prolungato. Purtroppo, quest’apparecchio non ha ottenuto il successo commerciale che si attendeva, forse a causa del suo peso (3,5 kg) e del costo elevato (350 Euro).

Sigaretta elettronica
La sigaretta elettronica combina gli effetti termici alle proprietà del glicole propilenico. Potrebbe dimostrarsi ancor più efficace degli aerosol di PG, anche in spazi chiusi, perché il vapore concentrato è inalato direttamente nelle vie aeree, ad una temperatura simile a quella ottenuta utilizzando il Rhinotherm®(circa 43°C). L’effetto antibatterico potrebbe essere potenziato dall’acido lattico, responsabile di quella particolare sensazione di irritazione della gola che gli svapatori chiamano “hit”. Inoltre il suo pH, estremamente basso, riduce notevolmente l’assorbimento e la diffusione della nicotina.

Controversie

Robert Molimard

Qualsiasi tematica collegata al tabacco scatena violente controversie, che coinvolgono il piano ideologico e finanziario. Nella maggior parte dei casi, gli svapatori utilizzano la ecig per smettere di fumare o ridurre il numero di sigarette. Da questo punto di vista, la sigaretta elettronica entra in concorrenza con l’industria del tabacco. Ma l’enorme potenziale di mercato rappresentato dai fumatori intenzionati a smettere non è sfuggito alle principali compagnie del tabacco (Imperial tobacco, Philip Morris, BAT, Altadis), che hanno infatti cominciato a fabbricare ecig o a comprare i marchi già esistenti. Una buona notizia per la salute pubblica. Se non fosse che, in questo modo, la sigaretta elettronica entra in competizione con i farmaci a base di nicotina, scatenando una battaglia feroce. Dopo un periodo in cui ciascuno escogitava le proprie formule segrete, si è stabilito che la composizione delle ecig debba essere esplicitamente dichiarata e controllata, come per qualsiasi altro prodotto. Il glicole propilenico (PG) non ha niente a che spartire con il glicole polietilenico (PEG), estremamente tossico. Tuttavia, alcuni campioni commerciali di PG potrebbero contenere impurità tossiche. I commercianti ben comprendono l’esigenza, per ragioni di credibilità, di verificare accuratamente la purezza dei loro prodotti. Le lobby farmaceutiche pretendono il divieto delle sigarette elettroniche, sostenendo che la loro assoluta innocuità non sia mai stata dimostrata. Ovviamente questo punto di vista non è condiviso dai produttori di ecig. Il glicole propilenico, ampiamente utilizzato come additivo alimentare e componente di farmaci e cosmetici, è classificato come una sostanza sicura. Prove di inalazione a lungo termine nell’animale non hanno mostrato effetti tossici. In base a una proposta della Commissione europea per una Direttiva sui prodotti del tabacco, il loro contenuto di nicotina non dovrebbe mai superare quello dei cerotti o delle gomme attualmente in commercio. Ma le lobby farmaceutiche mantengono un atteggiamento ambiguo, perché sono chiaramente interessate ad acquisire il controllo delle sigarette elettroniche e probabilmente anche a venderle. Per questo vorrebbero che fossero classificate come medicinali per smettere di fumare, e dunque sottoposte a rigidi protocolli farmaceutici. Le aziende produttrici di sigarette elettroniche giudicano strumentale e faziosa tale proposta della Commissione europea, in particolare per quanto riguarda la limitazione del contenuto di nicotina, motivata esclusivamente dalla volontà di ostacolare la diffusione delle ecig.

Discussione
L’effetto antibatterico del fumo di tabacco è tutt’altro che dimostrato, così come l’idea che la combustione produca sostanze ad azione disinfettante (per esempio, la formaldeide). È molto più verosimile che queste tesi derivino dal simbolismo della purificazione attraverso il fuoco, e dall’abitudine di utilizzare il tabacco per contrastare i cattivi odori nelle corsie d’ospedale. Le sigarette elettroniche producono vapore di glicole propilenicoin un’aria calda e umida. Timori irrazionali collegati all’utilizzo di PG incoraggiano la tendenza a preferire il glicerolo per produrre il vapore. Eppure, soltanto il PG sembra esercitare una significativa azione antibatterica e antivirale. La maggior parte dei liquidi contiene uno 0,9% di acido lattico, probabilmente utilizzato come conservante, per prevenire la degradazione del glicole propilenico. Anche gli aerosol di acido lattico sono efficaci per sterilizzare l’aria, ma non sono inodore e la loro elevata acidità può irritare la gola. L’acido lattico è presente nelle e-cig in commercio che non contengononicotina. Il suo basso pH può ridurre la diffusione e l’assorbimento di nicotina, cosa che non incide sulla sua azione disinfettante, ma contribuisce alla sensazione di “hit”. Gli altri componenti della miscela, come gli aromi, non esercitano alcuna azione specifica e, se anche dovessero rivelarsi responsabili di effetti secondari a lungo termine, questi sarebbero collegati soltanto all’uso regolare e prolungato.
Le sigarette elettroniche, combinando gli effetti del vapore di PG all’aumento di temperatura, potrebbero dimostrarsi ancor più efficaci dell’apparecchio creato dall’Istituto Pasteur, ed hanno l’ulteriore vantaggio di essere molto più leggere e facilmente disponibili. Le ecig monouso, piuttosto economiche, potrebbero essere impiegate per trattare semplici raffreddori di breve durata. Il fumo, prima di essere aspirato nei polmoni, si diffonde in bocca, dove la temperatura è di circa 37°C. Ho proposto un breve questionario in un forum di svapatori, ottenendo 88 risposte; 73 soggetti valutavano come “tiepida” la temperatura del vapore inspirato, 21 la descrivevano come “calda”, e soltanto 2 come “bollente”. In risposta ad un’altra domanda, 9 soggetti sostenevano di inalare il fumo direttamente nei polmoni (come fanno i fumatori di narghilè), mentre altri 68 affermavano di svapare mischiando le boccate di fumo all’aria esterna (esattamente come facevano fumando normali sigarette). Tale comportamento annulla l’effetto antibatterico dell’aumento di temperatura, compromettendone l’efficacia nell’uso abituale. Anche l’inalazione per bocca può esercitare un’azione antimicrobica. Una paziente (non fumatrice) è riuscita a guarire da un’amigdalite recidivante, resistente a qualsiasi trattamento, utilizzando in questo modo la sigaretta elettronica del marito, con un liquido senza nicotina. Ciononostante, i risultati migliori si ottengono inalando il vapore di ecig attraverso il naso. Il drip tip(o beccuccio) va inserito in una narice, comprimendola leggermente in modo da lasciar entrare solo l’aria satura del vapore proveniente dall’apparecchio. Allo stesso tempo, si tiene tappata l’altra narice, e si procede alternando le due narici. Con questo sistema, lo sbuffo giunge direttamente nella trachea e nei polmoni. Secondo Lwoff, la temperatura della mucosa nasale, compresa tra 31 e 36°C, favorisce la moltiplicazione virale. L’apparecchio da lui progettato consente di portare la temperatura a 43°C, a 2,5 cm all’interno delle narici, in modo da prevenire eventuali bruciature della mucosa nasale. In un hammam, l’aria satura di vapore acqueo può raggiungere i 50°C, senza causare alcuna lesione. Un potenziale rischio di ustione esiste invece per le sigarette elettroniche, in particolare se utilizzate con un atomizzatore a bassa resistenza, che permette di vaporizzare il liquido ad una temperatura di oltre 100°C. Ma questo rischio non costituisce un reale problema, perché nel corso di un’inalazione prolungata si percepisce chiaramente l’aumento della temperatura, ed è ovviamente possibile fermarsi se la si giudica eccessiva.
L’effetto antibatterico e antivirale del glicole propilenico, associato all’aumento di temperatura in un sistema come quello della sigaretta elettronica, merita di essere sottoposto a valutazione scientifica. Gli studi convenzionali, controllati e randomizzati, sono però molto complessi, costosi e difficili da applicare a gruppi di soggetti sani, in assenza di benefici clinici personali evidenti. Poiché i forum dedicati alla sigaretta elettronica su internet sono particolarmente attivi, si potrebbe contare sulla collaborazione degli svapatori. Un recente studio online ha coinvolto 1347 soggetti, permettendo di descrivere il loro profilo comportamentale nel giro di pochi mesi. Piuttosto che ricorrere a studi tradizionali, è probabilmente più utile che siano gli svapatori stessi, istruiti sulla possibile azione delle ecig, a valutarne gli effetti sulla frequenza e durata dei loro raffreddori stagionali.

(torna alla prima parte dell’articolo del professor Molimard)

tutti i diritti riservati Best Edizioni – traduzione dal francese di Barbara Sambo
Robert Molimard è professore onorario della Facoltà di medicina Paris-Sud, pioniere nella ricerca di tabaccologia

 

 

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