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Una banale influenza è più pericolosa della sigaretta elettronica

Il professor Fabio Beatrice: "Chi si ammala di influenza ha il 91% di probabilità di salvare la pelle, il 9% di non sopravvivere. La sigaretta elettronica abbatte i danni da fumo del 95%".

“Stop smoking”, almeno per 24 ore, è l’invito rivolto a tutti i fumatori per la Giornata mondiale senza tabacco. Lasciare spente le sigarette un giorno intero per diventare più consapevoli su quanto siano nocivi gli effetti del tabacco sui polmoni e, in generale, sulla salute dell’intero organismo.
I dati del Ministero della Sanità e dell’Istituto Superiore di Sanità dicono che 7 fumatori su 10 hanno provato a smettere o hanno in testa l’idea di mettere, ma non ce l’hanno fatta.
La sigaretta elettronica – spiega il dottor Fabio Beatrice, coordinatore dell’Area Chirurgica dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e responsabile del Centro Antifumo ospedaliero – è una buona, in alcuni casi ottima, via d’uscita per quel 70% dei fumatori che ha provato a smettere e ha fallito”.
Con una sostanziale differenza, però, tra sigaretta ed e-cig. “Il problema è – sottolinea Beatrice – che il fumatore di sigaretta per assumere la nicotina, che è ciò che gli dà piacere e che rende difficile smettere, deve assumere anche 70 agenti cancerogeni di Classe 1, secondo quanto definito dall’Agenzia internazionale per la Ricerca sul cancro, 5700 sostanze altamente tossiche, monossido di carbonio, oltre al polonio radioattivo 210 che è un alfa emittente presente nelle cicche e nella cenere delle sigarette. Ma il fumatore può serenamente fare a meno di tutto questo, normalmente definito come catrame, e continuare a utilizzare dei prodotti che non sono salubri, ma che sono infinitamente meno tossici della sigaretta normale. Si stima, a seconda del tipo di prodotto e-cig, che la riduzione sia di circa il 95%. Ora, quando io in medicina do una risposta a un problema nel 95% dei casi sono molto soddisfatto. Chiudo dicendo che se uno si ammala di influenza ha il 91% di probabilità di salvare la pelle, il 9% di non sopravvivere. Ma chi si preoccupa dell’influenza? Nessuno, quando ce l’ha. Quindi – conclude Beatrice – dice Mosè Giacomello, presidente di Vapitaly, la fiera internazionale del vaping – rappresenti l’occasione per prendere coscienza che esistono strumenti alternativi al tabacco, che sono molto meno dannosi della tradizionale sigaretta e che rappresentano un aiuto concreto per chi ha deciso di smettere di fumare. Per chi vuole lasciare la sigaretta, le alternative esistono e sono valide”.

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